In centinaia dicono addio a Colatriano

12 Settembre 2024

Nella bara il primo jeans prodotto nella sua impresa. Il prete: «È stato al servizio degli altri, per questo siete qui in tanti»

SILVI. Nella bara ha voluto il primo jeans confezionato nella sua impresa, che teneva come una reliquia a casa, e la sciarpa dell’amata Juventus. A Silvi in centinaia ieri pomeriggio si sono ritrovati nel piazzale antistante la chiesa dell’Assunta per dare l’ultimo saluto all’imprenditore Mimmo Colatriano, fondatore della storica azienda Cover jeans, deceduto all’età di 74 anni dopo una malattia. Il corteo si è mosso dalla chiesa dei Santi Pio e Massimiliano Kolbe, dove nel pomeriggio di martedì e nella mattinata di ieri è stata allestita la camera ardente e c’è stato un andirivieni di amici, conoscenti ed ex dipendenti, che gli hanno reso omaggio con mazzi di fiori e messaggi. Accanto al feretro sono state posizionate le cornici con i ritagli dei giornali che riferivano delle drammatiche disavventure a cui Colatriano era scampato, ultima tra le quali l’incidente nel 2013 sull’autostrada a Modena che lo ha visto vivo per miracolo.
A officiare la celebrazione don Gaston Munoz, parroco della chiesa San Salvatore di Silvi Paese, del quale Mimmo aveva una forte stima. Il sacerdote davanti a una folta platea ha voluto ricordare lo spessore della figura di Colatriano, che ha portato il nome di Silvi in tutto il mondo con i jeans e si è speso per la sua comunità anche come amministratore comunale e dirigente sportivo, e le sue doti umane per aver salvato nel 1983 circa quaranta persone all’aeroporto di Madrid dopo la collisione dell’aereo sul quale stava viaggiando, che andò a fuoco. Un atto eroico che è stato riportato da tutti i mezzi d’informazione mondiali. «È stato un esempio di vita al servizio degli altri», ha detto don Gaston, «oggi sono tanti i suoi collaboratori, dipendenti e amici a testimoniargli affetto e gratitudine. Ciò significa che ha avuto un grande amore per la sua città». La bara all’uscita della chiesa è stata accompagnata dal coro Lerario con “Vergine degli Angeli” di Giuseppe Verdi. La salma è stata tumulata nel cimitero di Silvi Paese.
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