In centinaia per l’ultimo saluto a Daniele

Un corteo degli amici in moto ha accompagnato lo studente sedicenne travolto da un’auto mentre spingeva lo scooter
CORROPOLI. Nella bara bianca, trasportata dal carro funebre anch’esso di colore bianco, Daniele Velaj ha compiuto il suo ultimo viaggio tra le vie di Corropoli. Si è fermato davanti alla casa di via Roma in cui abitava ed è passato anche lì dove domenica sera ha perso la vita, travolto da un’auto in via Piana San Donato mentre spingeva il suo motorino in panne. Tappa obbligata per raggiungere il cimitero provenendo dal paese.
Partito dall’obitorio dell’ospedale di Sant’Omero, davanti al cimitero lo attendevano i palloncini bianchi e azzurri liberati al suo arrivo. Ad accompagnare il sedicenne nel suo ultimo viaggio c’era una folla infinita e commossa che lo seguiva a piedi. Centinaia di persone, con a capo i familiari e i parenti con indosso la maglietta bianca e la foto del ragazzo. La madre a nero lutto, come la coccarda al petto di alcuni dei presenti.
Alle lacrime e ai singhiozzi della folla addolorata, si mischiava il rombo degli scooter e delle moto degli amici, in tanti adolescenti come lui, che si sono dati appuntamento tramite i social per “fare rumore sgasando” in suo onore. Sono i ragazzi che la sera si possono incontrare nella movida di Alba Adriatica, la stessa da cui Daniele quella sera tornava. Quei ragazzi, alcuni compagni di scuola dell’istituto tecnico commerciale di Nereto, che lunedì si sono radunati sotto le pinete albensi per farsi forza e piangere insieme l’amico scomparso improvvisamente.
Nella folla c’era però tutta la comunità corropolese, ancora sconvolta e addolorata per i due concittadini coinvolti nella tragica fatalità, il sedicenne e il 24enne che guidava l’auto che lo ha travolto. E poi c’era la comunità albanese, per abbracciare la famiglia Velaj originaria del loro stesso paese ma perfettamente integrata nel comune e nella Val Vibrata. La stessa associazione interculturale Italia - Albania Drita di Abruzzo e Marche aveva chiamato a raccolta la sua comunità per partecipare al rito funebre a Corropoli e far sentire la propria presenza.
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