In centinaia per l’ultimo saluto a Speca

L’omaggio del sindaco D’Alberto: «La tua traccia è indelebile, continueremo a coltivare il patrimonio che hai lasciato»
TERAMO. I compagni del liceo e quelli di partito; i colleghi del Foro e quelli del consiglio comunale; gli amici di sempre e i rappresentanti delle istituzioni. In centinaia ieri pomeriggio hanno portato l'ultimo saluto a Massimo Speca, l'avvocato e consigliere comunale del Pd ucciso a soli 40 anni da un malore improvviso in casa sabato pomeriggio. Il santuario della Madonna delle Grazie ha accolto la bara chiara in un silenzio surreale, dove l'incredulità per una scomparsa così rumorosa regnava sovrana.
La funzione è stata celebrata dal vescovo di Teramo e Atri, Lorenzo Leuzzi, che ha avuto parole di affetto e speranza per chi resta privo del sorriso, dell'amore, della presenza di un ragazzo ricordato da tutti come generoso, preparato, legato alla famiglia e alla sua città. Proprio alla famiglia il vescovo ha rivolto nella sua omelia più di un pensiero di vicinanza, ricordando che «la morte non è l'ultima parola, e questa esperienza deve spingere ognuno ad accogliere nuove prospettive e riflessioni: siamo oggi tutti sconvolti dalla scomparsa di questo giovane uomo, sconvolti ma non disperati», ha detto Leuzzi parlando della resurrezione e dell'abbraccio che ora «Massimo darà al suo papà». Parole che sembravano una carezza soprattutto verso Alessia, la moglie di Massimo Speca: seduta accanto alla bara del suo compagno di vita, incredula, stretta nel suo dolore composto. Vicino a lei il sindaco di Teramo, Gianguido D'Alberto, che l'ha confortata con quello stesso affetto fraterno che lo legava al suo amico Massimo. Una spalla e un abbraccio, quelli del primo cittadino, che erano di una città intera.
E non solo. Tanti i rappresentanti di enti, partiti e istituzioni giunti da fuori Teramo per portare l'ultimo saluto al consigliere comunale e alla sua famiglia: dal commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini al senatore Luciano D'Alfonso; dai vertici regionali del Pd Michele Fina e Manola Di Pasquale ai consiglieri regionali Silvio Paolucci e Sandro Mariani. Chi era Massimo Speca lo ha ricordato il sindaco D'Alberto dall'altare, esprimendo parole di riconoscenza per «un uomo che ha lasciato una traccia indelebile con la sua attività in consiglio comunale: ogni tuo intervento, caro Massimo, ha avuto il pregio di cambiare le cose. A Teramo avevi molto da dare ma il patrimonio che hai lasciato continueremo a coltivarlo. E alla tua famiglia, alla tua Alessia, alla signora Teresa e ai tuoi bambini, promettiamo di non lasciarli mai soli. Noi nel nostro cuore porteremo sempre il tuo sorriso», ha detto il sindaco.
L'attaccamento alla famiglia, il senso dell'umorismo, la passione per il lavoro e la politica, la nobiltà d'animo, sono stati ricordati da un commosso Andrea Castagna: il violinista, amico di lungo corso di Speca, dall'altare ha letto fra le lacrime il ringraziamento che la famiglia del giovane consigliere ha voluto rivolgere alla città per la vicinanza e «l'enorme onda di stima mostrata in questi giorni di assoluto dolore». «Massimo era libero, progressista, moderno, visionario: in 25 anni abbiamo condiviso tutto ed è così difficile salutarti. Ma la tua onda, seppur troppo breve, non passerà inosservata. Caro fratello, conserveremo la tua moralità e racconteremo ai tuoi figli che grande uomo sei stato», ha detto Castagna.
La bara con i fiori bianchi adagiati sopra ha lasciato la chiesa portata a spalla dal sindaco, dagli assessori e consiglieri comunali. Un lungo applauso ha salutato Massimo Speca verso il suo prematuro, ultimo viaggio.
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