In centinaia salutano il luogotenente delle missioni di pace

Brucoli era di Bari ma ha voluto essere sepolto a Giulianova che gli ha dato un’ultima, grande dimostrazione di affetto
GIULIANOVA. Ieri mattina, nella chiesa di San Pietro Apostolo al Lido, il luogotenente carica speciale dei carabinieri Roberto Brucoli ha ricevuto una grande dimostrazione d’affetto, come del resto aveva meritato ampiamente in vita. Al rito funebre erano presenti in centinaia tra parenti, carabinieri, autorità, amici e semplici conoscenti. Tutti indistintamente hanno voluto portare l’ultimo saluto a un uomo che all’Arma ha dato molto e che a quella divisa, indossata dall’età di vent’anni, era molto legato. Brucoli, deceduto all’età di 56 anni per una grave malattia, ha segnato la sua presenza a Giulianova attraverso ottimi risultati professionali (era un investigatore del reparto operativo della compagnia) e una esemplare correttezza. A questo va aggiunto il suo carattere gioviale: era sempre propositivo e pronto a pronunciare una frase scherzosa.
«Sotto quella divisa batteva il cuore di un ragazzo», ha affermato in chiesa la sorella Cati, che ha ricordato l’impegno di Roberto nelle missioni di pace all’estero. L’ultima quella in Afghanistan, dove il luogotenente ha contribuito a portare umanità tra le sofferenze della popolazione. Prima ancora si era fatto valere in altre zone del mondo martoriate dalla guerra come l’Iraq e nell’ex Jugoslavia.
Alla cerimonia funebre era presente anche il generale di brigata Paolo Aceto, comandante della Legione carabinieri Abruzzo e Molise, che ha voluto raccontare un aneddoto particolare capitato poco tempo addietro nell’abitazione di Brucoli. «Lo andai a trovare a casa durante la malattia», ha ricordato l’alto ufficiale, «e Brucoli mi aspettò sulla porta in divisa, accogliendomi con un saluto militare». Anche questo piccolo ma nello stesso tempo grande episodio fa comprendere quale significato abbia avuto per il luogotenente appartenere all’Arma dei carabinieri. Un saluto durante la funzione è giunto anche dal sindaco di Giulianova Jwan Costantini, che con il suo intervento ha voluto ricordare la figura del sottufficiale tanto benvoluto in città e ringraziarlo a nome dei cittadini per il lavoro svolto.
Al termine del rito funebre, officiato dal cappellano militare don Claudio Recchiuti e dal parroco del Lido don Luca Torresi (ex carabiniere), non è sfuggita la presenza di Gabriele Brucoli, figlio di Roberto, anche lui arruolato nell’Arma, che ha voluto salutare tutte le persone presenti che hanno partecipato al lutto della sua famiglia. Sul sagrato di San Pietro Apostolo erano in tanti ad attendere la bara. Molti carabinieri, ma anche parecchia gente comune che ha conosciuto Roberto. C’è stato dunque un ultimo, commovente saluto prima dell’ultimo viaggio verso il cimitero cittadino. Roberto Brucoli era nato a Bari il 1° marzo 1965, ma aveva espresso la volontà di essere sepolto a Giulianova, la città che aveva scelto non solo per la professione. La sepoltura è avvenuta in presenza dei familiari con la vicinanza di ufficiali e sottufficiali della Benemerita.
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