In città numeri a sorpresa Aperte 64 nuove attività

Positivo il bilancio del Comune nell’ultimo trimestre 2020 a fronte di 13 chiusure L’assessore al commercio Filipponi: «Tessuto commerciale vivo e in movimento»
TERAMO. Nonostante la pandemia, la crisi legata all'emergenza e segnali che parlano di nuove povertà emergenti il tessuto imprenditoriale teramano, almeno sul piano del commercio, sembra mostrare una forte capacità di resilienza. Almeno a leggere i dati dell'ultimo trimestre del 2020 dei competenti uffici del Comune di Teramo che sul fronte del rapporto tra chiusure e aperture di attività parlano di un bilancio positivo.
A fronte della cessazione dell'attività di tredici esercizi di varie categorie c'è stata infatti l'apertura di 34 esercizi commerciali, tre acconciatori, 15 esercizi di somministrazione (tra aperture e subingressi), sei studi medici e nove attività di servizio, per un totale di 64 attività. «Si tratta di dati che mi hanno stupito positivamente», commenta l'assessore al commercio Antonio Filipponi, «ma che vanno presi con le pinze. È possibile infatti che in parte sia dipeso dal fatto che invece di stare a casa qualcuno abbia deciso di mettersi in gioco e provare a fare qualcosa, ma credo che i veri dati su eventuali chiusure legate alle crisi li avremo nel primo trimestre del nuovo anno. E devo dire che questo ci preoccupa, soprattutto per l'impatto che ci potrà essere sulle aree più periferiche. In ogni caso stando ai numeri attuali emerge un tessuto commerciale vivo, in movimento».
Dati che cozzano con quelli dei dipendenti di numerose attività che per mesi sono stati a casa, in cassa integrazione e con altri ammortizzatori sociali, e che in molti casi sono stati costretti a chiedere un sostegno tramite i buoni spesa o altre forme di aiuto da parte delle istituzioni e delle associazioni di volontariato. «Certo soprattutto per la ristorazione pesa l'incertezza normativa», continua l'assessore, ormai credo sia stato ampiamente dimostrato che non sono le attività di ristorazione a far aumentare i contagi, visto che sono chiuse da tempo, diverso è il discorso per gli aperitivi fatti spesso in mezzo alla strada o per gli incontri nelle case private dove non possono esserci controlli. Per questo credo che fermo restando la necessità di misure stringenti magari potrebbero restare aperte anche perché in questi casi è sicuramente più facile controllare il rispetto delle regole. Credo che continuare con il solo asporto da qui a tre quattro mesi per la maggior parte delle attività non sia sostenibile. Di certo i dati ci dicono che qualcosa nelle misure da mettere in campo può essere migliorato».
Oggi, intanto, ripartirà il mercato settimanale nella sua interezza, così come previsto dall'attuale normativa anti Covid anche per le zone arancioni.
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