In consiglio è scontro sugli emendamenti

Seduta fino a tarda sera: la presidente Recchiuti contesta la mancata firma sui 10mila di Di Giuseppe
ROSETO. Per l’amministrazione i 10mila emendamenti presentati dal consigliere Francesco Di Giuseppe non hanno una firma autentica e dunque dovrebbero essere autenticati dallo stesso consigliere, ma per il capogruppo di Fratelli d’Italia non ci sono dubbi circa la riconducibilità degli stessi e, per questo, non è necessario sanare alcuna formalità.
È questa la situazione di stallo sugli emendamenti al nuovo regolamento del consiglio comunale che si è creata ieri sera durante la seduta che, al primo punto all’ordine del giorno, prevedeva proprio l’approvazione del nuovo regolamento. «Si evidenzia che il documento non risulta sottoscritto né con firma digitale né con firma autografa, ma solo la firma in png, che non ha valore legale», ha detto la presidente del consiglio comunale Gabriella Recchiuti leggendo la verifica fatta dal segretario comunale sugli emendamenti di Di Giuseppe, «gli emendamenti sono privi di sottoscrizione autentica e, dunque, non riconducibili al consigliere Di Giuseppe. Propongo al consiglio comunale di accordare un tempo al consigliere di Giuseppe per sanare questo vizio e regolarizzare dunque la sua firma sugli emendamenti». Immediata la replica di Giuseppe: «Gli emendamenti sono i miei. La sottoscrizione è mia, e non vi è alcun dubbio circa la riconducibilità degli emendamenti alla mia volontà per cui non è necessario sanare alcuna formalità. Solo io potrei ripudiare la sottoscrizione e non lo faccio». Il consiglio è andato avanti fino a tarda ora.
Dopo le polemiche dei giorni scorsi con l’accusa di Di Giuseppe e le critiche al nuovo regolamento, in particolare sul cambio dell’articolo che riguarda gli emendamenti, e la conferenza stampa convocata dalla maggioranza per rispondere al consigliere, lo scontro politico tra opposizione e maggioranza è sempre più acceso.(l.v.)

