In fiamme 150 ettari, l’incendio è doloso

Il fuoco devasta le colline di Campogrande, sgomberate le abitazioni. La Forestale: abbiamo trovato il punto d’innesco
CASTELLALTO. La certezza, drammatica perché racconta di un’ennesima volta in pochi mesi, arriva dalle parole del comandante provinciale dei carabinieri Gualberto Mancini: «È doloso, abbiamo trovato il punto di innesco». Il resto è la paura dei tanti costretti a lasciare le case, riuniti nella piazza di Campogrande dove trascorrono la notte mentre tutt’intorno il fuoco avanza divorando più di trenta ettari e interessando complessivamente 150 ettari con un fronte di mille metri. Succede a Castellalto e tutto riporta alla mente gli altri drammatici casi di Ferragosto a Teramo, di Altavilla di Montorio. Punti precisi scelti per l’innesco, il vento pronto ad alimentare tutto: una serialità che per gli investigatori è l’ennesima conferma di quello che ormai ripetono da agosto, ovvero da quando i roghi divampano: l’azione di un piromane. «Da fermare», incalza Mancini, «e per questo ancora una volta torniamo a chiedere la collaborazione dei cittadini. Chi ha visto qualche movimento sospetto si faccia avanti. Anche un particolare apparentemente insignificante può essere importante».
Durante la notte il fronte di fuoco si è pericolosamente avvicinato all'abitato, ma il massiccio schieramento degli uomini dei vigili del fuoco ha impedito che le fiamme potessero raggiungere le abitazioni di Campogrande che sono state sgomberate in via precauzionale con i residenti riuniti nella piazza centrale del paese. Con loro anche il sindaco Vincenzo Di Marco. Nell'intervento sono state impegnate tre squadre dei vigili del fuoco di Teramo, Nereto e L'Aquila, con tre autopompe e tre fuoristrada con moduli antincendio e con l'ausilio di tre autobotti inviate sul posto dalla sede centrale di Teramo. Al lavoro anche i volontari dell'associazione Gran Sasso di Mosciano Sant'Angelo. Dall’alba di ieri l’intervento dei mezzi aerei: in azione due Canadair e l’elicottero dei vigili del fuoco oltre a quello messo a disposizione dalla Regione Abruzzo. Complessivamente quattro mezzi impegnati nelle operazioni di spegnimento che hanno effettuato oltre cento lanci d’acqua per tutta la giornata di ieri fino a quando non hanno domato le fiamme. Tra le tantissime testimonianze sull’incendio quella di Luciano Verdone, docente di filosofia, che in una nota scrive: «Operatori stremati che lavorano da ore con tutti i mezzi di terra e cielo. Gente sfollata che da questa notte segue con preoccupazione l’andamento delle fiamme. Piloti che rischiano la vita lanciandosi continuamente, con i mezzi aerei, tra il fumo e le fiamme. E tutto questo perchè si fa fatica a fermare uno squilibrato che, al dire di un ufficiale di pompieri, ci ha già provato quest’estate, altre cinque o sei volte a mettere fuoco alla vallata». E ieri pomeriggio altro incendio a Montorio, sempre nella zona di Altavilla. Questa volta, fortunatamente, i residenti non sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni.(d.p.)
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