In fuga dall’inferno, salvati a Giulianova

Clandestini siriani scaricati da un Tir a Case di Trento: in 21 chiedono aiuto. Pensavano di essere arrivati in Germania

GIULIANOVA. Pensavano di essere arrivati in Germania i 50 profughi siriani abbandonati in una piazzola dell’autostrada A14, nella notte di giovedì, all’altezza di Case di Trento. I profughi, probabilmente ancora non consapevoli di essere in Italia, si sono subito inoltrati nelle campagne. Gli abitanti della frazione giuliese, verso le 21, allarmati dalla presenza massiccia di stranieri che vagavano per le strade e per le campagne, hanno chiamato i carabinieri. Insieme a loro, sono accorsi sul posto pattuglie della guardia di finanza e della polizia. Le forze dell’ordine sono riusciti a catturare 21 clandestini, tra cui una donna e un minorenne, e li hanno portati nella caserma dei carabinieri di Giulianova per identificarli.

Il viaggio a 500 euro. Grazie all’aiuto di una traduttrice, i carabinieri hanno appreso che i cittadini siriani, la maggior parte sprovvisti di documento di identità, sono scappati dalla guerra nel loro paese tre giorni fa. Dalla Turchia sono arrivati in Grecia e poi a Bari, dove hanno trovato ad attenderli un grosso Tir che li avrebbe dovuti portare in Germania. Alcuni di loro sono laureati, altri no, ma tutti, compresi i 29 che hanno fatto perdere le loro tracce, hanno pagato 500 euro per affrontare il lungo viaggio della speranza. L’autista del mezzo, però, li fa scendere all’improvviso in una piazzola dell’autostrada, senza dire loro di trovarsi ancora in Italia. Agli abitanti di Case di Trento alcuni di loro hanno raccontato, in un inglese stentato, di non sapere dove si trovano, di non avere più nulla in Siria, perché le bombe hanno fatto saltare le case, e che alcuni parenti li stavano aspettando in Germania. «Non è la prima volta che un camion abbandona qui dei clandestini», dichiara un residente, «Ma abbiamo capito tutti, guardandoli, che si trattava di disperati. Vedendo le pattuglie si sono sparpagliati per i campi di granturco, alcuni si sono diretti verso Mosciano, alcuni verso Giulianova. Si muovevano correndo a gruppi di 5, 10 persone».

La macchina dei soccorsi.Giulianova, per una notte, è diventata una piccola Lampedusa. Contattati, il sindaco Francesco Mastromauro e il vicesindaco Gabriele Filipponi hanno messo a disposizione il centro polivalente dell’Annunziata per ospitare i 21 profughi per la notte. «Uno di loro si è sentito male in caserma», racconta Claudio Lamolinara, responsabile del nucleo sommozzatori della Croce Rossa, «ed è intervenuto un medico, ma nulla di grave. Non mangiavano da giorni così, grazie alla ditta Pap, li abbiamo sfamati (hanno chiesto il pesce perché sono tutti musulmani) e abbiamo procurato loro delle brandine per la notte. Il sindaco ha messo a disposizione anche le docce del campo Castrum per farli lavare. Siamo stati con loro fino alle 4 del mattino. Sono emergenze che ogni volontario è preparato ad affrontare. Molti di noi hanno partecipato a operazioni molto più grandi tipo Lampedusa o in guerra, quindi sappiamo come agire. Lo scenario più drammatico, per loro, comincia adesso che dovranno andarsene: non vogliono restare e non possono tornare in Siria, da dove sono fuggiti».

Nessun asilo politico. I provvedimenti di espulsione, emanati a carico dei profughi siriani dalla questura di Teramo, sono già stati notificati, visto che nessuno di loro ha chiesto asilo politico. Già nel primo pomeriggio di ieri, i clandestini, ad eccezione del minorenne che è rimasto in caserma, hanno preso il treno dalla stazione di Giulianova, muniti di regolare biglietto, per Ancona, da dove prenderanno poi la coincidenza per Milano.

Margherita Totaro

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