In moschea il rito funebre per Mohamed

Il sindaco D’Alberto: «Attraverso il nostro ricordo di quel sorriso lui rimarrà per sempre qui»
TERAMO. L’ultimo saluto della città di Teramo a Mohamed Elomary, il 14enne marocchino affogato a Giulianova, si è svolto ieri nella moschea di San Nicolò, dove l’imam Mustapha Baztami ha officiato il rito funebre. A stringersi al dolore della madre Rachida l’intera comunità marocchina, amici e compagni di scuola di “Momo”, come lo chiamavano tutti, ma anche il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e diversi rappresentanti dell’amministrazione comunale. «Il grande messaggio che viene fuori da questo giorno triste, il messaggio di gioia che possiamo cogliere è che attraverso il ricordo di Mohamed abbiamo rotto le barriere culturali, ideologiche», ha detto il sindaco durante la cerimonia, «abbiamo rotto le barriere geografiche. Oggi il corpo di Momo lascerà la città, ma attraverso il vostro ricordo, il nostro ricordo di quel sorriso, rimarrà per sempre qui».
La morte del 14enne ha scosso profondamente la città, che si è subito stretta attorno alla madre Rachida. Una vicinanza ricordata dallo stesso imam Batzami, che ha parlato di una vera e propria «gara di solidarietà che si è avviata spontaneamente per darle sostegno materiale e spirituale». Domani la salma sarà riportata in Marocco, dove si terrà una nuova cerimonia e dove Mohamed sarà sepolto. (a.m.)
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