In ospedale ancora 14 pazienti Nessuno si è fatto vaccinare

Si abbassa l’età media dei ricoverati dopo la massiccia adesione degli anziani alla campagna La primaria D’Alonzo: «Risultati eccellenti dalla terapia monoclonale, dobbiamo essere tempestivi»
TERAMO. Sono 14 e tutti non vaccinati, i pazienti ricoverati per il Covid-19 nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Teramo, l’unico ancora in servizio in provincia nella gestione dei casi critici. Secondo la Asl teramana, non c’è nessuno al momento in rianimazione, mentre l’ultima vittima in provincia risale a oltre una settimana fa e anche questa non era vaccinata.
A confermare il dato, nei giorni scorsi, è stata anche la direttrice del reparto stesso di Malattie infettive del Mazzini Antonella D’Alonzo, secondo cui i 14 sono anche in condizioni giudicate «importanti», perché hanno bisogno della ventilazione a supporto dei polmoni attaccati dal virus, mentre l’età media si è abbassata, anche a causa della mancata vaccinazione. Nelle fasce dei più anziani, infatti, la campagna di vaccinazione ha toccato percentuali altissime, a differenza delle altre. Sembrano proprio loro i più convinti a sottoporsi al vaccino, dopo essere stati i più colpiti nelle prime ondate della malattia, quando il siero anti-Covid non era ancora diponsibile.
Diversi i motivi per cui chi si è ritrovato ricoverato in reparto ha detto di non essersi vaccinato. Ha aggiunto D’Alonzo: «Per qualcuno la paura del vaccino è una scelta radicata, altri sostengono che ci siano informazioni discordanti, altri ancora accusano di scarsa partecipazione nella scelta i medici di famiglia che dovrebbero indirizzare i soggetti fragili a una veloce vaccinazione, altri ancora dicono che attendevano la fine del caldo estivo per ricevere il vaccino a settembre oppure a ottobre».
Chi sviluppa in maniera seria la malattia del Covid, trova a Teramo un reparto «impegnato nel mettere in campo tutte le terapie disponibili, da quella con gli antivirali a quella innovativa con i monoclonali», ha spiegato la direttrice. L’ospedale Mazzini di Teramo è dotato da aprile, infatti, di un ambulatorio attrezzato dedicato alla terapia con i monoclonali per i pazienti fragili che hanno probabilità maggiore di sviluppare la malattia. Qui i pazienti vengono prelevati a casa da un’ambulanza protetta e seguono percorsi dedicati per la sicurezza.
«Finora i risultati sono stati eccellenti», commenta la stessa direttrice di Malattie Infettive, lanciando un appello ai medici di base: «Esorto i medici di famiglia a segnalare le persone a rischio e a chiedere un confronto con noi. In questi casi è infatti importante la tempestività dell’azione. La terapia monoclonale è un’arma in più che dobbiamo sfruttare».
Le terapie sembrano comunque garantire, al momento, un ricambio di pazienti nei posti letto disponibile senza provocare pressione troppo forte sul reparto e la rete ospedaliera.
Nel Teramano, oltre ai 14 ricoverati nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Teramo, ce ne sono anche 12 che si trovano nella Rsa di Bivio Bellocchio a Giulianova, per un totale di 36. I 12 nella struttura giuliese della Asl, però, sono asintomatici o paucisintomatici. Si tratta, infatti, di chi ha superato la fase più critica e attende la completa guarigione, o semplicemente chi è positivo e non può restare nella sua abitazione.
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