In ospedale arrivano risonanza e mammografo

Atri, la Asl spende un milione di euro per l’acquisto dei due macchinari Monticelli: «A inizio 2018 aumentati ricoveri e prestazioni ambulatoriali»
ATRI. Investimento da un milione di euro e passa per il San Liberatore. Sono in arrivo una risonanza magnetica e un nuovo mammografo all’ospedale di Atri. La prima costa circa 800mila euro e il secondo 147mila, più Iva. E per accogliere quest’ultimo macchinario sono necessari lavori di adeguamento della struttura il cui costo è di 44mila euro.
A dare l’annuncio dell’arrivo dei due macchinari è il consigliere regionale Luciano Monticelli che parla di una recentissima delibera della Asl di Teramo con la quale «l’azienda sanitaria locale dispone l’acquisto di una nuova apparecchiatura idonea per tutte le tecniche avanzate di risonanza magnetica, che andrà ad affiancare un altro ‘gioiello tecnologico’ già acquistato e in fase di montaggio. Si tratta di un nuovo mammografo digitale di ultima generazione, in grado di produrre immagini di altissima qualità, che sarà pienamente operativo già a partire dai primi giorni di giugno».
Monticelli parla di «investimenti importanti, testimoni della crescita dell’ospedale atriano. Scegliendo, infatti, di dotare il nosocomio di nuove strumentazioni, la Asl si propone di rispondere a un’utenza che è in evidente crescita e che fa del San Liberatore un punto di riferimento della sanità locale».
Inoltre il consigliere cita «dati più che soddisfacenti di ricoveri, prestazioni ambulatoriali ed interventi che hanno caratterizzato l’ospedale della città ducale nel primo trimestre del 2018. In tutti gli ambiti sono stati infatti registrati notevoli incrementi: a partire dagli interventi, che sono cresciuti del 40%, ai ricoveri, ben 516 in più rispetto al primo trimestre del 2017 (incremento percentuale del 30%)». Le prestazioni ambulatoriali del primo trimestre del 2018 si attestano a 323.076 più 29.907 rispetto allo scorso anno, con un aumento, tradotto in termini percentuale, del 10 per cento. «Crescono, infine, le richieste di esami interni, ulteriore segnale, se ce ne volessero altri, del fatto che sale il numero di ricoveri in un ospedale dove, dunque, a dispetto di chi diceva il contrario si lavora e molto», aggiunge Monticelli.
Il consigliere parta di ospedale di eccellenza, riferendosi al San Liberatore. «Un ringraziamento per tutto questo», conclude il consigliere regionale, «va ovviamente al direttore generale della Asl di Teramo Roberto Fagnano, al direttore sanitario Maria Mattucci e al direttore amministrativo Maurizio Di Giosia».
Intanto la Asl ha ufficializzato con delibera del 23 maggio l’incarico quinquennale da primario del reparto di medicina del San Liberatore a Enrico Marini, risultato primo nella selezione sv olta qualche mese fa. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

