«In ospedale risultati eccellenti, ma manca il personale»
ATRI. Un anno definito positivo per l’ospedale di Atri anche se con alcune criticità. Il bilancio è di Delo Tosi della Fp Cgil. Il rendiconto inizia con l’ortepdia diretta da Giuseppe De Sanctis che...
ATRI. Un anno definito positivo per l’ospedale di Atri anche se con alcune criticità. Il bilancio è di Delo Tosi della Fp Cgil. Il rendiconto inizia con l’ortepdia diretta da Giuseppe De Sanctis che ha aumentato l’attività: «in particolare si è avuto un aumento del 30% degli impianti protesici».
La radiologia diretta da Fabrizio Capone «nonostante una significativa carenza di personale tecnico ha incrementato tutte le prestazioni (Tac +27%, ecografie + 13%). Attendiamo con ansia l'arrivo della risonanza magnetica già promessa alla fine del 2015 dalle più alte cariche aziendali e regionali». Chirurgia ha effettuato circa 1000 interventi «di questi una buona parte viene eseguita con tecniche mini invasive laparoscopiche, ad esempio per circa il 70% di interventi per tumori del colon». Inoltre nel 2016 è stata tra i primi nella chirurgia della tiroide ad avvalersi dell'utilizzo del Nim «un' apparecchiatura che contribuisce ad annullare le complicanze e nelle tiroidectomie difficili offre la garanzia acustica e visiva dell'integrità delle corde vocali. Nell'ambito senologico l'attività ambulatoriale supera le 1500 prestazioni annue con un'attività operatoria in ambito oncologico che si completa con le procedure ricostruttive e protesiche, con particolare attenzione all'esito estetico. La chirurgia senologica supera i 200 interventi l'anno ed è inserita nel programma di screening di secondo livello, supportata dalla radiologia che ha effettuato 2585 controlli. Anche nel 2016 l'Endocrinologia diretta da Bruno Raggiunti ha incrementato la sua pur notevole attività confermandosi un eccellenza non solo regionale ma anche nazionale. Purtroppo sono ancora costretti a lavorare in locali inidonei e con insufficiente personale infermieristico e medico». I urologia ci sono solo tre medici che «con abnegazione e sacrificio hanno assicurato un’attività ambulatoriale e operatoria di tutto rispetto». Tosi sollecita l'assunzione di almeno due medici «altrimenti si rischierà l'interruzione di quasi tutte le attività. Al San Liberatore la criticità maggiore la troviamo nel reparto di Medicina dove i 38 posti letto di cui è dotata sono decisamente insufficienti, infatti i pazienti ricoverati sono spesso il doppio e vengono appoggiati nei reparti chirurgici dove rallentano le attività di questi reparti, oltre purtroppo a non avere un assistenza efficace ed efficiente. E' assolutamente necessario aumentare la dotazione di posti letto in Medicina e il personale medico ed infermieristico decisamente insufficiente». (a.f.)

