In provincia 400 studenti in meno

30 Agosto 2016

Il calo demografico spiega l’esodo massiccio di insegnanti in altre regioni

TERAMO. Diminuiscono gli allievi nelle scuole teramane, sono 400 gli studenti in meno registrati quest'anno. Il dato è della segreteria provinciale della Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil, il sindacato della scuola. Il calo demografico spiegherebbe il trasferimento massiccio al quale saranno costretti molti docenti teramani per l'esito della mobilità.

Però in tutt'Italia sono scoppiati malcontenti e rivolte. La contestazione maggiore, nel Paese come a Teramo, riguarda il criterio poco chiaro utilizzato dall'algoritmo per stabilire la distribuzione delle cattedre. «Com'è possibile», si chiedono molti docenti, «che i criteri del punteggio e della viciniorietà (maggiore vicinanza) abbiano potuto generare errori così eclatanti, lasciando sul territorio colleghi con poco punteggio e spedendo fuori regione chi nel corso degli anni ha maturato titoli ed esperienza?». Vogliono equità e trasparenza gli insegnanti e in molti hanno fatto domanda di assegnazione provvisoria per ricongiungimento familiare che garantirebbe loro un anno di docenza sul territorio, sempre sperando ci siano posti disponibili. L'assegnazione tuttavia non risolverà il problema, l'incarico di mobilità ha durata triennale, di conseguenza la partenza sarebbe dilazionata solo di un anno. Gli insegnanti della scuola dell'infanzia e della primaria hanno avuto tempo fino al 16 agosto per poter presentare domanda, mentre per i docenti di scuola media e superiore la scadenza era fissata al 28.

«Al momento non sono state rese note le disponibilità per gli organici di fatto, sono stati riassegnati solo i posti di sostegno», spiega Lucia Di Luca, segretaria provinciale Flc Cgil. «Stando all'ultima disposizione dell'Ufficio scolastico regionale sono 285 i docenti di sostegno riassegnati a Teramo. Un'ulteriore criticità per l'avvio dell'anno scolastico è data dal taglio dei collaboratori, quest'anno in provincia ce ne sono 18 in meno», aggiunge. Una seconda possibilità, utilizzata dai docenti per contestare l'assegnazione fuori regione, è stata offerta dal ricorso. L'ufficio scolastico provinciale ha stabilito come data di incontro per risolvere le controversie il 1° settembre. Sul sito dell'ex provveditorato sono 33 i docenti della scuola primaria convocati per il tentativo di conciliazione. Ma il 1° settembre rappresenta anche il giorno di presa di servizio nelle scuole. Gli insegnanti si interrogano sul da farsi e ironizzano: «Dovremo acquisire anche il dono dell'ubiquità». (em)

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