In provincia a febbraio arriveranno 15mila vaccini

31 Gennaio 2021

Brucchi: «Stiamo completando la fase 1, quella delle professioni socio-sanitarie Da metà mese dosi a ultraottantenni e disabili, avremo anche un’unità mobile»

TERAMO. Se i numeri del Covid in provincia sono confortanti (ricoveri sotto quota 100, meno decessi e due Rianimazioni su tre svuotate) sebbene non ancora rassicuranti (ieri c’è stata una risalita dei contagi, 95), la campagna vaccinale nella settimana che si chiude oggi ha un po’ segnato il passo, complici i noti problemi nelle forniture. Il direttore sanitario della Asl (e referente regionale per i vaccini) Maurizio Brucchi, però, guarda a febbraio con fiducia.
«Dal commissario straordinario Arcuri», dice Brucchi, «abbiamo appreso oggi (ieri, ndr) che Pfizer riprende le forniture: a Teramo arriveranno 11.700 vaccini nel mese di febbraio mentre Moderna farà tre consegne per 3mila dosi circa. Inoltre da metà febbraio arriverà anche Astra Zeneca, in quantità ancora ignote. Il programma andrà confermato di settimana in settimana, ma i vaccini li avremo».
Da domani chi si vaccinerà? «Bisogna finire i sanitari con i liberi professionisti, ovvero farmacisti, dentisti e veterinari, lo Zooprofilattico, alcuni residui dell’ospedale, gli specializzandi negli ospedali. Così si completerà la fase 1, quella dei socio-sanitari. Entro pochi giorni avremo vaccinato quasi 3.600 persone anche con la seconda dose, in 7-10 giorni faremo la seconda dose nelle residenze sanitarie».
Poi si passerà alla fase 2. «Che», chiarisce Brucchi, «per adesso sono gli ultraottantenni. E forse non solo loro, visto che la Regione ha chiesto di inserire il mondo dei disabili. Si pensa di poter partire per metà febbraio».
In questa seconda fase sarà necessaria una logistica diversa perché la campagna vaccinale andrà sul territorio. Brucchi, che ovviamente lavora in stretta sinergia con il direttore generale Maurizio Di Giosia, dice al riguardo: «Stiamo lavorando per modificare un po’ il sistema di vaccinazione, mi sto confrontando con tutti i sindaci per cercare di individuare luoghi chiusi e spaziosi dove vaccinare: almeno uno per i comuni piccoli e almeno due per i più grandi. Su Teramo con D’Alberto abbiamo già deciso per PalaScapriano, Ipogeo e PalaSan Nicolò. Entro lunedì (domani, ndr) dovranno essere individuate queste nuove sedi oltre a quelle già attivate negli ospedali».
Brucchi auspica il coinvolgimento dei medici che operano sul territorio e dice: «Una figura indispensabile è quella del medico di famiglia, che ci deve dare un grosso aiuto soprattutto con gli ultraottantenni. Loro conoscono i pazienti anziani e fragili, sanno se si possono vaccinare. In che modo verrà strutturato questo coinvolgimento? Su questo c’è un’attività in corso sia a livello nazionale che a livello regionale. Credo che presto si raggiungerà un accordo».
Nel frattempo anche alla Asl di Teramo è arrivato il personale di rinforzo per la campagna vaccinale reclutato da Invitalia: si tratta di 54 persone tra medici e altre figure sanitarie. I vertici della Asl di Teramo stanno pianificando un impiego del personale a disposizione che possa essere il più efficiente possibile. «Una cosa in più che sto pensando di fare», conclude Maurizio Brucchi, «è creare una unità mobile per andare a vaccinare a domicilio disabili e persone anziane che non possono muoversi da casa».
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