In sei accusati di assenteismo: tre chiedono di essere interrogati

Il caso è quello dei dipendenti di tribunale e Procura indagati per truffa e false attestazioni Nuovo passaggio dopo l’avviso di conclusione delle indagini notificato nelle settimane scorse
TERAMO. In tre hanno chiesto di essere interrogati dopo aver ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, mentre gli altri tre molto probabilmente si affideranno a memorie difensive: si tratta dei sei dipendenti di tribunale e Procura indagati per truffa nell’ambito di un’inchiesta su presunti casi di assenteismo all’interno del palazzo di giustizia teramano. È questo il nuovo passaggio dell’inchiesta con cui la Procura ha messo in capo ai sei accuse pesanti, naturalmente tutte da dimostrare: si va dalla truffa aggravata ai danni dello Stato alle false attestazioni o certificazioni così previsto dall’articolo 55 quinquies del decreto legislativo numero 165 del 30 marzo 2001. Secondo la Procura tra i sei ci sono dipendenti che hanno attestato, sempre con il cartellino marcatempo, di essere presenti al lavoro quando così non sarebbe stato e che avrebbero timbrato per altri colleghi in quel momento assenti. Le indagini, su delega dell’autorità giudiziaria, sono state portate avanti dai carabinieri di Teramo e nel corso degli accertamenti sono state usate anche delle riprese video.
Al termine di questa fase, venti giorni dopo l’avviso di conclusione per chiedere di essere sentiti o presentare memoria difensiva, la Procura deciderà se fare richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio. La falsa timbratura del cartellino rilevatore delle presenze e marcatempo degli orari di entrata e di uscita integra il reato di truffa, che è aggravata, ai danni dello Stato o di altro ente pubblico, quando si tratta di pubblici dipendenti e recenti sentenze della Cassazione hanno confermato l’iniziale e rigoroso orientamento dei giudici della Suprema Corte su questo tipo di reati soprattutto quando si tratta di dipendenti pubblici. A Teramo l’ultimo caso, per cui è in corso un processo, è quello scoperto alla Asl. Due le indagate: un medico e un assistente sociale all’epoca dei fatti in servizio nella Rsa psicogeriatrica di Casalena ed entrambe accusate di truffa e false attestazioni. L’assistente sociale ha patteggiato un anno con la scelta del rito alternativo, mentre il medico è stato rinviato a giudizio.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

