In servizio sei nuove ambulanze Asl, soccorsi più sicuri

24 Novembre 2017

TERAMO. La benedizione impartita dal vescovo Michele Seccia ieri mattina in piazza Martiri ha segnato l'entrata in servizio di sei nuove ambulanze della Asl. I mezzi di soccorso, assegnati al...

TERAMO. La benedizione impartita dal vescovo Michele Seccia ieri mattina in piazza Martiri ha segnato l'entrata in servizio di sei nuove ambulanze della Asl. I mezzi di soccorso, assegnati al territorio teramano nell'ambito del piano di "qualificazione della rete di emergenza-urgenza" messo a punto dalla Regione, saranno utilizzati nelle postazioni del 118 di Alba Adriatica, Basciano e Roseto, sostituiranno i due finora utilizzati per i trasporti secondari mentre una sarà attrezzata per la terapia intensiva neonatale. «Ci auguriamo che non servano», sottolinea il direttore generale della Asl Roberto Fagnano, che ha partecipato alla breve cerimonia insieme al sindaco Maurizio Brucchi, «ma la presenza di queste ambulanze aumenta la sicurezza dei cittadini e rappresenta un passo in avanti per la tutela dei pazienti». La presentazione delle caratteristiche dei mezzi, seguita alla benedizione da parte del vescovo e alla quale ha assistito anche il direttore del dipartimento emergenza-urgenza della Asl Rita Rossi, ha permesso di farne risaltare il livello d'innovazione tecnologica. «Sono tutti dotati di strumentazioni all'avanguardia», spiega il responsabile del 118 Silvio Santicchia, «che rendono gli operatori capaci non solo di soccorrere i pazienti ma, soprattutto, di diagnosticare rapidamente le patologie cosiddette tempo-dipendenti come infarto, ictus e politraumi». Le apparecchiature a bordo delle nuove ambulanze consentono interventi mirati. «Il paziente può essere così trasportato non già nell'ospedale più vicino», osserva Santicchia, «ma in quello attrezzato per la cura specifica». L'ulteriore accelerazione e integrazione delle fasi di soccorso che verrà garantita dai nuovi mezzi è richiamata anche da Fagnano che coglie l'occasione per soffermarsi sulla necessità di un ripensamento del piano per l'emergenza. «Le richieste sono tante e la demografia del territorio non aiuta», fa notare il direttore, «la popolazione è concentrata in alcune zone più facilmente accessibili mentre le aree montane, le più difficili da raggiungere, risultano le meno abitate». Il manager, inoltre, invoca la scelta per la costruzione del nuovo ospedale. «Dobbiamo prendere una decisione definitiva», afferma, «non si può rinviare oltre». (g.d.m.)
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