In settemila per la prima porta santa

13 Dicembre 2015

Tutti controllati con i metal-detector prima di entrare nel santuario. Un migliaio di fedeli resta fuori dalla basilica

ISOLA DEL GRAN SASSO. E’ nell’uomo sulla sedia a rotelle che varca la porta santa con il vescovo l’immagine della cerimonia che ieri pomeriggio si è svolta nel santuario di San Gabriele. In settemila sono arrivati da ogni angolo della regione per partecipare all’apertura della prima porta santa della diocesi. Suggestiva la cerimonia di apertura della porta della misericordia, situata sulla sinistra all’ingresso del vecchio santuario, per mano del vescovo della diocesi di Teramo-Atri monsignor Michele Seccia accompagnato da uno dei tanti malati, i primi a varcarla, con grande emozione, dopo i ripetuti tocchi del vescovo.

A seguire i 130 sacerdoti che hanno preso parte alla funzione religiosa, il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino, i sindaci di Isola e Colledara Roberto Di Marco e Manuele Tiberii, altri sindaci del Teramano e un fiume di pellegrini: giovani, meno giovani ma anche tantissimi bambini. Si è aperto così il Giubileo straordinario della misericordia anche nella diocesi teramana, così come voluto da papa Francesco che ha concesso agli episcopi locali la possibilità di aprire porte sante per ricevere l’indulgenza plenaria anche in altri luoghi significativi per i fedeli.

A precedere l’apertura una messa solenne officiata da Seccia e animata dal coro della cattedrale di Teramo, alla quale hanno preso parte seimila fedeli, tanto è la capienza fra posti a sedere e in piedi all’interno dell’edificio sacro. E proprio per motivi di sicurezza legati alla capienza dell’edificio oltre mille persone non hanno avuto accesso al santuario e hanno atteso fuori. Imponenti sono state le misure di sicurezza adottate per l’occasione, garantite dall’apparato di questura e prefettura. Accanto a poliziotti, carabinieri, finanzieri e poliziotti la presenza di volontari della protezione civile di Castelli-Isola del Gran Sasso e dei i ragazzi della Pastorale Giovanile. All’ingresso del nuovo santuario dei varchi di controllo con tanto di metal-detector. Garantita invece dal 118 e dai volontari della Croce Rossa, Croce Bianca e Unitalsi l’assistenza sanitaria. «Stiamo vivendo un momento importante per la nostra chiesa», ha detto il vescovo nel corso della funzione religiosa, «siamo chiamati noi stessi a diventare segno efficace dell’amore di Dio. Ogni chiesa sarà chiamata a vivere questo anno di grazia come momento importante. Ma dobbiamo prendere coscienza dei nostri limiti. Siamo diventati superficiali e abbiamo perso il senso del peccato. Con il “secondo me…” vogliamo ridurre il Vangelo a nostro comodo, a ciò che ci piace. Questo anno di misericordia è un anno di apertura e di accoglienza. Dio ci perdona attraverso il sacramento della riconciliazione, che va vissuto però con consapevolezza. Non siamo santi, ma dobbiamo poterlo diventare. Questo ci apre la porta della speranza».

Intenso il calendario giubilare preparato dal santuario di San Gabriele per questo anno della misericordia. Tra gli appuntamenti in programma il Giubileo degli Alpini (21 febbraio), il Giubileo dei separati e divorziati (13 marzo), il Giubileo degli studenti (14 marzo), il Giubileo dei giovani (27 agosto) e il Giubileo dei malati (3 settembre).

Catia Di Luigi

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