In tenda, entrambe le case distrutte da due terremoti

Famiglia di Spiano ha l’alloggio di proprietà gravemente lesionato dal 2009 e ora quello in cui era in affitto è inagibile. «Aiutateci, non abbiamo più soldi»
TERAMO. «Tutto quello che chiediamo è un tetto per i nostri figli». È questo l’accorato appello di Carla Di Antonio e Mirco D’Arcangelo, genitori di due ragazzi di 13 e 15 anni, rimasti per la seconda volta senza una casa per colpa del terremoto. La famiglia di Spiano, già colpita dal sisma nel 2009, da giovedì scorso ha dormito in tenda, dopo che l’alloggio fornito loro da un amico è stato dichiarato inagibile per i danni subiti con le recenti scosse.
«Ci siamo svegliati con i calcinacci che ci piovevano sul letto. Siamo subito corsi giù per le scale e poi in strada», raccontano i due coniugi nel ricordare la notte del 24 agosto, «Si sono aperte profonde crepe in tutte le stanze del piano superiore, anche se dall’esterno non si nota nulla. I vigili del fuoco in tre sopralluoghi differenti ci hanno confermato che non è possibile rientrare nell’abitazione. Sembra di rivivere quello che ci capitò sette anni fa». La loro casa di proprietà, che è situata nella stessa frazione, era stata dichiarata inagibile dopo i numerosi danni subiti nel sisma del 2009. «La nostra abitazione, di cui dobbiamo pagare ancora diverse rate di mutuo, non è stata ristrutturata nonostante il tempo trascorso, visto che la pratica per ottenere i fondi che ci permetteranno di avviare i lavori è ferma. Dicono che manca una firma, ma non sappiano bene quale sia il problema», spiegano moglie e marito, entrambi senza un impiego, «I danni subiti sono di classe E e dovrebbero essere superiori a 150mila euro. Senza contare che dal 2013 non abbiamo più neanche il contributo economico dell’assegno per l’assistenza personale continuativa, a cui avremmo ancora diritto».
Anche se il Comune di Teramo sta cercando una sistemazione temporanea in albergo per le famiglie rimaste senza una casa, i coniugi spiegano che hanno bisogno di un alloggio fisso in pochi giorni. «Oltre alla ristrutturazione della nostra casa, che rimane in cima alle priorità, il problema più impellente ora è non rimanere in strada. Vicini e parenti ci stanno aiutando per far fronte alle necessità più elementari, come lavarsi o cucinare, ma serve una soluzione stabile e l'albergo, come la tenda, non lo è», concludono, «Per questo chiediamo a chiunque disponga di una casa sfitta di farsi avanti e, se possibile, di darci una mano. Dagli uffici ci hanno spiegato che l'affitto può essere rimborsato, ma serve un regolare contratto per il quale è sempre richiesta una caparra o un anticipo, che al momento non possiamo fornire. Se qualcuno volesse aiutarci, ci può contattare al 328/9224925».
Chiara Di Giovannantonio
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