In tribunale calano le cause arretrate

31 Gennaio 2023

Le pendenze finali diminuiscono del 7,4 %, ridotti notevolmente i procedimenti ultradecennali che passano da 195 a 92

TERAMO. La strada intrapresa è ancora lunga e tutta in salita, ma i primi risultati dimostrano che è quella giusta. Soprattutto perché lo smaltimento degli arretrati, e quindi una giustizia più celere, è uno degli indicatori imposti dall’Unione Europea per l’assegnazione dei fondi del Pnrr. E se nel tribunale di Teramo la voce continua ad essere ancora lontana dall’obiettivo smaltimento, e questo è bene sottolinearlo anche a causa dell’annosa carenza di magistrati e personale amministrativo che da tempo attanaglia il palazzo di via Beccaria, i numeri contenuti nella relazione illustrata dalla presidente della Corte d’appello Fabrizia Francabandera nella recente inaugurazione dell’anno giudiziario dicono che nei primi sei mesi del 2022 c’è stato un lieve calo dell’arretrato. A cominciare dal settore della giustizia civile.
Nel civile Si riducono
le pendenze finali
Scrive Francabandera: «Deve ritenersi che abbiano avuto buon esito le misure adottate per il raggiungimento degli obiettivi del Pnrr posto che, nel primo semestre del 2022, quasi tutti i tribunali del distretto hanno conseguito un indice di ricambio - oggi denominato Clearance Rate (Cr) che rapporta i definiti di un periodo ai sopravvenuti dello stesso periodo- superiore all’unità, e quindi una riduzione dell’arretrato: quello di Teramo di 1,16». E se il numero della riduzione dell’ultratriennale nel civile viene considerato ancora esiguo (si attesta al 7,9%), l’abbattimento dei procedimenti ultradecennali presenta ormai numeri ridotti: dai 195 pendenti l’anno scorso sono stati ridotti a 62. Con una pendenza finale che per il tribunale di Teramo è del 7,4%. Scrive ancora Francabandera: «I dati sulle pendenze finali dei procedimenti civili contenziosi pendenti danno conto di una situazione in netto miglioramento» con Teramo che passa da 6.999 a 6.569. Un dato, in particolare ,sottolinea il presidente della Corte d’appello riferendosi al palazzo di giustizia teramano r riguarda in particolare l’aumento della produttività: «Il tribunale di Teramo ha conseguito un apprezzabile incremento di produttività (+6%) passando da 6.025 a 6.388 definizioni». Pendenze che sono diminuite anche nel settore lavoro anche se, scrive ancora la presidente Francabandera «permangono nel tribunale di Teramo un numero di procedimenti pendenti (1.242) assai superiore rispetto agli altri».
I NUmeri
della giustizia penale
Per la giustizia penale si segnala un aumento delle iscrizioni nel settore collegiale (da 110 a 132) e una lieve riduzione della definizioni (da 72 a 62) causata dalle scoperture di organico tra i magistrati. In riduzione le sopravvenienze nel monocratico (da 1.945 a 1.720), in aumento le definizioni (da 2.045 a 2.094), in sensibile riduzione la pendenza finale nella sezione gip-gup (707 procedimenti a fronte di 2.987 fascicoli pendenti al 30 giugno del 2020) grazie all’organico completo dei magistrati addetti .
La questione del carcere
di Castrogno
Nel definire la situazione carceraria del distretto, un discorso a parte spetta al carcere di Teramo da anni alla prese con un numero elevato di detenuti a fronte di una grave carenza d’organico di polizia penitenziaria. Scrive la presidente Francabandera riferendosi proprio al carcere di Castrogno: «Purtroppo nulla è mutato in meglio. Persistono le gravi criticità già ripetutamente segnalate: generalizzata carenza di organico del personale di polizia penitenziaria e del ruolo dei funzionari dell’area pedagogica, presenza di numerosi soggetti psichiatrici e con disabilità, carenza di spazi, di risorse e di attività trattamentali, presenza di barriere architettoniche. Il Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, continua ad assegnare detenuti che necessitano di particolare attenzione sia sotto il profilo della sicurezza sia dal punto di vista sanitario e pedagogico, quali detenuti affetti da patologie psichiatriche, cardiologiche o con problemi di tossicodipendenza, anche a doppia diagnosi».
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