Inaugurata la nuova sede operativa 118

Il direttore Santicchia: «Ora possiamo gestire meglio le emergenze più grandi». Ogni anno arrivano 115mila chiamate
TERAMO. Doppia inaugurazione, ieri mattina, per la Asl di Teramo, che ha presentato ufficialmente la nuova sede del 118, realizzata al primo piano del terzo lotto del Mazzini, e quella del centro trasfusionale, il cui trasferimento al piano rialzato del primo lotto era avvenuto lo scorso anno ma senza alcuna cerimonia per via della pandemia. A benedire entrambe le sedi il vescovo Lorenzo Leuzzi alla presenza del direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, di quello sanitario Maurizio Brucchi, dei direttori delle due unità operative complesse Silvio Santicchia e Gabriella Lucidi Pressanti, dell’assessore regionale Pietro Quaresimale e del consigliere regionale Emiliano Di Matteo.
Per quanto riguarda la nuova sede del 118 i lavori hanno interessato una superficie totale di mille metri quadrati per una spesa di 856.3125 euro. Iniziati il 14 dicembre dello scorso anno, sono terminati nel mese di aprile e hanno visto una nuova distribuzione interna degli spazi con la creazione di percorsi sporco/pulito (in relazione all'emergenza Covid), della sala operativa e coordinamento per le maxi emergenze, aule di formazione, spogliatoi e servizi il personale oltre a tutta una serie di interventi su impianti, porte e servizi igienici. «È stata un'opportunità che ci è stata data dalla direzione», ha sottolineato Santicchia, «e i lavori sono stati realizzati pensando sia alla funzione quotidiana del servizio 118 sia alla gestione delle maxi emergenze, quali quella sismica e pandemica. La nuova sede ha spazi ampi, anche per poter accogliere personale esterno in supporto, come accaduto nel 2017, garantendo il distanziamento e centralizza tutta la gestione del servizio in unico luogo. Diciamo che ci siamo preparati alla guerra in tempo di pace». Una novità fondamentale, anche rispetto ai numeri del servizio del 118. «In centrale arrivano una media di 115mila telefonate l'anno», ha spiegato Santicchia, «che ovviamente non si trasformano tutte in missioni.Le missioni, restringendo, sono in media 36mila l'anno».
Un'attività fondamentale quella del 118, che coinvolge circa 75 tra autisti e infermieri dipendenti della Asl, una trentina di medici in convenzione e un centinaio di infermieri a progetto che vengono utilizzati per trasporti secondari urgenti o per postazioni periferiche in prestazione aggiuntiva. «Questa nuova sede è un grande vantaggio per gli operatori che vengono allocati in una struttura idonea e più confacente all'attività che devono svolgere», ha sottolineato il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia, «l'intervento va a completare la ristrutturazione del terzo lotto e ci dà l'opportunità di iniziare la prossima settimana l'intervento al pronto soccorso». Lavori che prevedono un ampliamento dei locali, sia in funzione dell'emergenza Covid che guardando al futuro e quindi al pronto soccorso pediatrico e alla neuropsichiatria infantile. «Speriamo che anche questo intervento contribuisca a far assurgere il nostro ospedale a Dea di secondo livello», ha concluso Di Giosia, « la nostra realtà merita dignità e rispetto». Insieme alla nuova sede del pronto soccorso è stata poi inaugurata quella del centro trasfusionale, con i lavori che in questo caso hanno interessato un'area di circa 700 metri quadrati e che hanno contribuito al potenziamento e miglioramento dei requisiti di accreditamento, sicurezza e qualità imposti dalle norme vigenti. Il reparto è suddiviso in due parti: una dedicata all'accesso dei donatori e dell'utenza del trasfusionale direttamente dall'esterno e una dedicata ai laboratori e alla diagnostica. Nella sezione diagnostica sono presenti tecnologie all'avanguardia, con il laboratorio di diagnostica virologica considerato un fiore all'occhiello a livello europeo. A dicembre, inoltre, all'interno del centro trasfusionale ha iniziato la sua attività il laboratorio Covid. Inoltre il Sit di Teramo ha garantito la produzione del plasma iperimmune per la terapia Covid, partecipando anche a un progetto regionale e nazionale.
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