Incendio, c’è il rischio inquinamento

Martinsicuro, ordinanza del sindaco sulle precauzioni da adottare: finestre chiuse nel raggio di un chilometro
MARTINSICURO. Dopo l'incendio nel capannone della ditta Edilizia Tommolini, lungo la Statale 16, il sindaco di Martinsicuro Massimo Vagnoni nella serata di giovedì ha firmato un'ordinanza con cui si dispongono alcune misure da adottare in via precauzionale, considerato che sono in corso accertamenti da parte di vigili del fuoco, Arta e servizi Asl competenti.
I residenti entro un raggio di un chilometro dall'area del capannone dovranno mantenere chiuse porte e finestre di abitazioni e attività commerciali, industriali e di servizi, nonché gli impianti di areazione forzata. C'è il divieto, in attesa di acquisire le rilevazioni, di raccolta e consumo di verdura a foglia e di foraggio per animali. Il servizio veterinario igiene e alimenti di origine animale della Asl dovrà effettuare con urgenza un sopralluogo negli stabilimenti di produzione di alimenti di origine animale nel raggio di un chilometro e comunicarne all'ente l'esito. L'ordinanza avrà validità fino alla comunicazione degli esiti delle analisi. «A fini esclusivamente precauzionali», si legge infatti nell’ordinanza, «e sentiti i servizi sanitari competenti ho emesso questa ordinanza che avrà validità sino alla comunicazione degli esiti delle analisi in corso in riferimento alle sostanze generate dal l’incendio».
Dopo il lungo lavoro di giovedì ieri mattina i vigili del fuoco ieri erano ancora al lavoro per ultimare la messa in sicurezza con lo “smassamento” del materiale bruciato e per ulteriori accertamenti. Ancora non sembra essere stata ultimata la relazione sulle cause dell’incendio ma sembra sempre più probabile un corto circuito all’interno del capannone. Le fiamme si sono facilmente propagate vista la natura de i materiali che vi erano custoditi. Il titolare Achille Tommolini è distrutto: un’attività che andava avanti, iniziata dal padre, da 40 anni è andata in fumo in pochi minuti. A parlare è Graziano Di Teodoro da oltre 30 anni dipendente e collaboratore di Tommolini. «Alle 12,20 è scattato l’allarme collegato al capannone», è il racconto di Di Teodoro, «Ho controllato il circuito delle telecamere ma niente. Un paio di minuti un nuovo allarme, con le telecamere che non rivelavano niente. Insospettito mi sono recato nel plesso da dove ho visto uscire la colonna di fumo». In quel momento nel capannone non c’era nessuno, erano tutti in pausa pranzo.
L’attività della vendita di materiale per l’edilizia era iniziata in via Roma, poi spostata da anni nella zona industriale. Nella serata di giovedì anche il sindaco si è recato nel luogo del rogo per portare la sua vicinanza all’imprenditore. Tommolini è molto conosciuto ed il suo nome è legato ai colori biancazzurri della locale squadra di calcio dopo una militanza di oltre 40 anni come giocatore, allenatore e presidente. Ha avuto anche una breve parentesi come consigliere comunale tra gli anni ‘80 e ’90. Alla fine degli anni ’80 è stato editore del settimanale "Il Gazzettino della Val Vibrata".
©RIPRODUZIONE RISERVATA

