Incendio devasta una palazzina: restano senza casa 5 famiglie

14 Maggio 2024

Va a fuoco il sottotetto, tragedia evitata grazie all’allarme lanciato in tempo da una residente Il Comune ospita tre nuclei in una struttura ricettiva, due vanno da parenti. Altri due roghi ieri in città

TERAMO. Poteva essere una tragedia, sventata grazie all’allarme lanciato tempestivamente da una residente che, rientrata tardi a casa, ha prima sentito uno scoppio e poi, aprendo una finestra, ha visto i bagliori delle fiamme sul tetto. «Era mezzanotte e venti», racconta A.D.F., «ho chiamato i vigili del fuoco e mi sono attaccata ai campanelli per svegliare i vicini e farli uscire di casa». È stata una notte di paura, quella di ieri, in via Orto Agrario, dietro gli uffici finanziari di Madonna delle Grazie. Due squadre dei vigili del fuoco del comando di Teramo, con un'autopompa, un'autobotte, un'autoscala e un fuoristrada con modulo antincendio, sono intervenute per spegnere l'incendio – forse causato da una lampada lasciata in carica, così sostiene il proprietario del locale – del sottotetto di un fabbricato in cui vivono cinque famiglie.
I DANNI. «I vigili del fuoco», si legge in una nota del comando, «hanno raggiunto il tetto in legno dell'edificio a tre piani e hanno spento l'incendio, evitando la propagazione delle fiamme ai piani abitati. Nei locali del sottotetto, in cui erano depositati arredi, suppellettili e materiali combustibili vari, si è sviluppato un notevole volume di fuoco che ha reso complesse le operazioni di spegnimento. Una porzione di circa 130 metri quadrati del tetto in legno è crollata e il denso fumo ha provocato l'annerimento del vano scala del fabbricato interessato dall'incendio e della parete perimetrale dell'edificio contiguo. Tutti gli appartamenti, pur non raggiunti dalle fiamme, sono stati evacuati e l'immobile è stato dichiarato non utilizzabile».
SENZA CASA. Sventata la tragedia, dunque, è cominciato il dramma di ritrovarsi senza casa per le nove persone residenti nella palazzina. L’amministrazione comunale, con la vice sindaca Stefania Di Padova giunta sul posto nella notte e raggiunta ieri mattina dal sindaco Gianguido D’Alberto, si è immediatamente attivata per dare assistenza alle famiglie interessate che, ieri notte, sono state ospitate temporaneamente all’hotel Gran Sasso a carico del Comune. Nel corso della giornata di ieri due famiglie hanno trovato sistemazione da parenti, alle altre tre il Comune ha trovato un bed and breakfast a Colledara ma, secondo quanto riferito dagli sfollati, l’ente potrà pagare una sola notte di soggiorno in questa struttura. L’ente, invece, parla di alcuni giorni. «Come amministrazione siamo vicini ai nostri cittadini in questo difficile momento», si legge in una nota firmata da D’Alberto e Di Padova, «e ci siamo immediatamente attivati per trovare alle famiglie interessate una sistemazione provvisoria. In attesa che i vigili del fuoco rimettano l’apposito verbale e che venga dunque emessa, sulle risultanze degli accertamenti, un’ordinanza di inagibilità parziale o totale dell’immobile, le tre famiglie che non hanno la possibilità di una sistemazione alternativa saranno ospitate per i primissimi giorni, in emergenza, in un’idonea struttura ricettiva. Ci auguriamo che possano rientrare quanto prima nelle proprie abitazioni e continueremo a monitorare costantemente la situazione».
ALTRI ROGHI. Ieri pomeriggio c’è stato lavoro per i vigili del fuoco anche sul tetto di una palazzina di via Molinari dove sono in corso lavori del superbonus 110: in fiamme alcuni punti del tetto in legno sotto la guaina impermeabilizzante, danni per fortuna contenuti. E, come non bastasse, un piccolo incendio di sterpaglie si è verificato nel parco fluviale del Vezzola: il secondo in due giorni sull’anello ciclopedonale che cinge il centro storico dopo quello di domenica lungo il Tordino.
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