Inchiesta appalti, scagionato il costruttore Di Eleuterio

Inchiesta Castrum a Giulianova, il suo nome era comparso per l’appalto della scuola De Amicis. Il giudice accoglie la richiesta di archiviazione dei pm
TERAMO. Un processo già avviato in un caso, un’udienza preliminare alle porte in un altro e un’archiviazione: il tempo scandisce gli epiloghi diversi per i tre tronconi della maxi inchiesta Castrum su un presunto giro di appalti e mazzette. Nei giorni scorsi il gip Domenico Canosa ha firmato l’ordinanza di archiviazione per il costruttore teramano Armando Di Eleuterio presidente regionale dell’Ance, l’associazione dei costruttori. Il giudice ha accolto la richiesta presentata dai pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta che nel chiudere il Castrum bis avevano stralciato la posizione del costruttore chiedendone l’archiviazione non ravvisando a suo carico ipotesi di reato.
Il nome di Eleuterio era stato iscritto nel registro degli indagati all’inizio dell’inchiesta aperta sul dirigente del Comune di Giulianova Maria Angela Mastropietro (ora sospesa) e successivamente estesa a politici, funzionari pubblici ed altri imprenditori. Tra le ipotesi contestate, in questo caso, quella di turbata libertà degli incanti. Avevano scritto i pm De Feis e Sciarretta nel decreto di perquisizione: «Mastropietro avrebbe turbato in prima persona o comunque contribuito a “pilotare” l’aggiudicazione di lavori e forniture pubbliche per importi monetari rilevanti, pari a diverse centinaia di migliaia di euro, a società legate alla stessa da rapporti illeciti ancora in corso di approfondimento, tra le quali la “Costruzioni stradali Armando Di Eleuterio” (aggiudicataria di numerose commesse pubbliche, ultima delle quali rappresentata dai lavori di messa in sicurezza antisismica della scuola De Amicis)». Intanto dopo la prima udienza del 15 dicembre il processo Castrum 1 torna in aula il 26 gennaio con l’audizione dei primi testi e l’incarico per la trascrizione delle intercettazioni.
Per il 17 gennaio, invece, davanti al gip Mauro Pacifico è fissata l’udienza preliminare per il Castrum bis che, molto probabilmente, sarà riunificato all’altro filone nell’udienza del 26. Sullo sfondo la battaglia tra pubblica accusa e difesa, con la prima forte di un impianto accusatorio frutto di anni di intercettazioni ambientali e decisa a dimostrare in aula il presunto giro di appalti e mazzette che a maggio ha portato ad otto arresti per corruzione, tentata concussione, abuso d’ufficio, falsità in atti pubblici in materia di edilizia ed urbanistica.
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