Inchiesta rifiuti a Silvi Sequestrato pc in Comune
Indagine sugli appalti alla ditta Diodoro, pm mettono i sigilli a un altro computer Gli accertamenti toccano anche Mosciano, Giulianova e Roseto
SILVI. E’ con il sequestro di un altro pc nell’ufficio tecnico del municipio di Silvi che prosegue l’inchiesta sui rifiuti dei pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis. Il computer è stato sequestrato una ventina di giorni fa e ora è all’esame dei consulenti dei magistrati. Sotto la lente d’ingrandimento della procura sono finiti gli appalti per la gestione dei rifiuti nei comuni di Giulianova, Roseto, Silvi e Mosciano.
L’obiettivo è quello di fare luce su presunte violazioni della concorrenza nel regime degli appalti, degli affidamenti diretti e dei rinnovi dei contratti nel settore rifiuti, sulle procedure seguite per affidare appalti alla ditta Diodoro Ecologia.
I magistrati per ora contestano la turbata libertà degli incanti e ad amministratori e dirigenti anche l’abuso d’ufficio: i 12 indagati sono dirigenti dei Comuni, imprenditori, amministratori ed ex.
Tra questi l’ex sindaco di Mosciano Orazio Di Marcello, l’ex vice sindaco di Silvi Enrico Marini e il sindaco di Roseto Enio Pavone. Scrivono i magistrati nella premessa del decreto di perquisizione: «Emergono gravi indizi in ordine a gravi delitti che sarebbero stati commessi in occasione di procedimenti amministrativi gestiti e definiti in seno alle amministrazioni comunali di Silvi, Roseto, Giulianova e Mosciano, e aventi ad oggetto gare di appalto indette dai predetti enti locali per l’affidamento dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani prodotti in quei territori. In particolare sembrerebbero emergere plurime condotte fraudolente poste in essere da organi di vertice e da dirigenti amministrativi dei suddetti enti locali al fine di favorire l’impresa Diodoro Ecologia srl nell’aggiudicazione delle relative gare d’appalto». I pm Sciarretta e De Feis hanno affidato ben due consulenze tecniche per visionare tutto il materiale sequestrato nei mesi scorsi al termine delle perquisizioni nei quattro municipi ma anche nelle abitazioni private dei 12 indagati.
Un’inchiesta che si staglia sullo sfondo di una battaglia a colpi di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato che le imprese del settore combattono ormai da anni per aggiudicarsi gli appalti del business rifiuti.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

