Inchiesta sul cambio di gestione del bar dell’ospedale

26 Febbraio 2016

TERAMO. La procura ha aperto un’indagine sul bar dell’ospedale. In particolare la Finanza una quindicina di giorni fa ha sequestrato la documentazione relativa all’appalto, aggiudicato nel 2014 alla...

TERAMO. La procura ha aperto un’indagine sul bar dell’ospedale. In particolare la Finanza una quindicina di giorni fa ha sequestrato la documentazione relativa all’appalto, aggiudicato nel 2014 alla ditta Crc di Francesco Alati di Sora. Pare che l’attenzione della procura si concentri su una cessione di ramo d’azienda, avvenuta nel 2015 a una società del figlio del titolare della Crc, che dunque ora gestisce il bar del Mazzini. Un passaggio avallato dalla Asl che ha fatto riferimento a quanto dispone il codice degli appalti, passaggio sulla cui legittimità però la procura nutrirebbe dei dubbi. Le ipotesi di reato sarebbero abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture.

«Noi abbiamo subito avviato una verifica interna su tutti gli aspetti del contratto d’appalto», spiega Maurizio Di Giosia, direttore amministrativo della Asl, «convocando una riunione con l’ufficio tecnico e la ragioneria e dando mandato all’ufficio legale di approfondire la regolarità dell’appalto. Sono stati incaricati di ulteriori il Rup (il responsabile del procedimento) e il Dec (che accerta la regolare esecuzione del contratto)». Contemporaneamente la Asl sta verificando se la ditta sta eseguendo quanto disposto dall’appalto: «a noi interessa che il servizio funzioni al meglio», commenta Di Giosia. Non a caso un ramo dell’inchiesta –per ora non ci sono iscritti nel registro degli indagati – riguarderebbe la capacità economica della ditta che ha sostituito la Crc di Sora nell’appalto che riguarda la gestione del bar fino al 2017 con un canone di circa 270mila euro annui. Un appalto vinto dalla Crc che prese il posto del precedente gestore, Luigi Sbraccia. Un passaggio non del tutto indolore, in quanto la ditta Sbraccia fece un ricorso per sequestro giudiziale dei beni mobili e delle attrezzature del bar, ritenendoli di sua proprietà.