Incidente mortale, Collins ai domiciliari

28 Gennaio 2016

L’inglese che ha ucciso i due marittimi a Martinsicuro dovrà restare in una casa di Ladispoli

TERAMO. Dopo quasi 40 giorni Stephen Collins, l’inglese di 36 anni che il 19 dicembre scorso travolse e uccise con la sua auto due pescatori vibratiani a Martinsicuro, può lasciare il carcere per essere portato agli arresti domiciliari. Lo ha deciso ieri il gip Roberto Veneziano, accogliendo la richiesta presentata dalla difesa di Collins. Una richiesta avanzata sulla base della possibilità da parte dell’inglese di poter disporre di un domicilio in Italia. E il domicilio è stato trovato dai genitori del 36enne, che hanno avuto la disponibilità di una casa a Ladispoli, cittadina balneare sul litorale romano. Collins dovrà dunque restare nella casa poiché la misura della custodia cautelare non è stata revocata, ma solo trasformata da detenzione in carcere a detenzione domiciliare. Sebbene privato della patente in seguito al tragico incidente, Collins potrebbe mettersi di nuovo ubriaco alla guida di un’auto e causare un altro incidente, giacché ha dimostrato di non possedere una perfetta capacitò di autocontrollo: sarebbe questo il motivo principale per cui il magistrato ha confermato la misura cautelare nei suoi confronti.

Il 36ene inglese, che si trovava in Val Vibrata per il suo lavoro di agente di commercio, era completamente ubriaco quando, la sera del 19 dicembre, si trovava alla guida di un’Audi Q7, vettura potente e di grosse dimensioni. Stava viaggiando sulla statale Adriatica quando travolse la Polo ferma a un semaforo con a bordo i due pescatori, Graziano Battistelli, 52 anni di Tortoreto, e Marco Iampieri, 41 anni di Alba Adriatica, che stavano andando al porto di San Benedetto per imbarcarsi su un peschereccio. Uno schianto terribile, estremamente violento, e per i due pescatori non ci fu nulla da fare. Collins aveva nel sangue una quantità di alcol sei volte superiore al limite consentito perché prima di mettersi in auto era stato a cena in un ristorante dove aveva bevuto parecchio. Quando venne interrogato dal giudice disse di non ricordare nulla dell’accaduto: di sicuro viaggiava a velocità molto forte quando tamponò la Polo al semaforo uccidendo i due marittimi. Lui aveva riportato qualche ferita e venne ricoverato per qualche giorno in ospedale, piantonato in stato di arresto, prima di andare in carcere.(e.a.)
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