Incidente mortale, nuovi testimoni

28 Settembre 2017

Il giudice chiama altri dipendenti della Provincia per il giovane finito in un burrone

TERAMO. Una strada senza guard-rail, una macchina che precipita nel burrone, il conducente che muore dopo un volo di circa 150 metri: è un’altra tragedia della strada quella che finisce in un’aula di tribunale in cui sono a processo due dipendenti della Provincia accusati «di non aver rilevato la mancanza di barriere di sicurezza lungo la strada provinciale 47 di Pagliaroli». Quella in cui il primo aprile del 2013 la macchina guidata da Antonio D’Ottavio, 34enne di Crognaleto, finì nella scarpata: il conducente morì sul colpo, il passeggero si salvò. A quattro anni dal fatto il processo di primo grado si avvia a conclusione, ma prima di chiudere il giudice Franco Tetto, al termine dell’udienza di ieri, ha annunciato la convocazione come testi di tre ex dipendenti della Provincia che all’epoca dei fatti erano in servizio al settore viabilità riconvocando tutti per fine gennaio.
Secondo l’accusa la presenza di protezioni su quella strada avrebbe impedito «all’autovettura di precipitare nella scarpata». Il drammatico incidente avvenne nel pomeriggio sulla strada provinciale 47/A in territorio di Cortino. I due amici probabilmente erano reduci da un'escursione e stavano tornando a casa a bordo di un fuoristrada. A un certo punto il conducente perse il controllo del mezzo sull’asfalto reso viscido dalla pioggia caduta in precedenza. La conformazione del precipizio, molto probabilmente, aggravò la situazione: nemmeno un albero o un balcone di roccia, in grado di frenare la corsa dell'auto verso il fondo. Il corpo di D'Ottavio – che per un certo periodo era vissuto a Pescara, ma da tempo era tornato a San Giorgio dove faceva il muratore – venne stato trovato a una ventina di metri sotto il ciglio della strada. Poco più giù venne trovato l’amico ferito ma cosciente recuperato dai vigili del fuoco e dagli operatori del 118.
I familiari della vittima e l’amico si sono costituiti parte civile nel processo. Che riprenderà a gennaio con l’audizione dei tre ex dipendenti della Provincia che il giudice ha deciso di ascoltare per fare chiarezza su alcuni punti emersi nel corso del dibattimento in merito non solo alle normative che definiscono la sicurezza delle strade provinciale, ma anche il ruolo di chi avrebbe dovuto provvedere all’installazione di quelle barriere di protezione su quel tratto.(d.p.)
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