Incidenti sul lavoro, l’Anmil: «Servono più ispettori»

16 Settembre 2023

TERAMO. «Lavoro da morire. Le cronache di questi ultimi giorni hanno scattato una fotografia drammatica delle vite spezzate di lavoratori». Comincia così una nota dell’Anmil (l’associazione nazionale...

TERAMO. «Lavoro da morire. Le cronache di questi ultimi giorni hanno scattato una fotografia drammatica delle vite spezzate di lavoratori». Comincia così una nota dell’Anmil (l’associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro) di Teramo, nella quale si annuncia che la 73ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro si terrà a Sant’Egidio alla Vibrata domenica 8 ottobre e si chiede allo Stato un giro di vite nei controlli sulla sicurezza. «Nessun lavoro vale una vita», le parole di Nicola Marcozzi, presidente regionale Anmil, «in un quadro dai numeri allarmanti e diventati oramai non più tollerabili, appare evidente come il tema della sicurezza sul lavoro vada affrontato nell’immediato, iniziando con l’assicurare maggiori controlli ispettivi perché ognuno venga chiamato a fare la sua parte».
Un tema, questo, nelle cui pieghe più tecniche entra l’avvocato Manola Di Pasquale che rappresenta l’Anmil dal punto di vista legale e dichiara: «È diventato ora di massima urgenza che lo Stato assicuri un suo impegno forte e concreto per un ambiente di lavoro in cui il fattore sicurezza sia prioritario. E lo sia nei fatti e non solo a parole. Un ruolo essenziale va affidato a un incremento sostanziale del numero degli ispettori impegnati a monitorare, e garantire, il rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro. Così come è essenziale che lo facciano individuando e segnalando nell’immediato ogni possibile violazione riscontrata. Non bastano, però, controlli regolari nè l’applicazione di sanzioni significative per le aziende dove si registrino trasgressioni alle norme in materia di sicurezza: è oggi un elemento fondamentale la qualità di una formazione più attenta e precisa dei datori di lavoro e degli stessi lavoratori».