Incidenti, vittime e feriti in netta risalita nel 2021

18 Ottobre 2022

Dato prevedibile dopo un 2020 anomalo, ma il 2022 si annuncia ancora peggiore Il presidente dell’Aci Cellinese: «Troppe strade lasciate senza manutenzione»

TERAMO. Sono stati finalmente resi noti i dati Aci-Istat sugli incidenti stradali del 2021 divisi per regioni e province ed è arrivata la conferma che anche nel Teramano, dopo il minimo storico registrato nel 2020, sono tornati a salire i numeri degli incidenti, dei morti e dei feriti (vedi infografico a destra).
L’esito era scontato, visto che nel 2020 la prima (e in parte anche la seconda) ondata Covid avevano limitato la mobilità per un periodo significativo. Di sicuro l’aumento di incidenti e feriti (non di morti) rispetto al 2020 è stato netto, ma è anche vero che tutti i dati del 2021 sono sotto quelli del 2018 e 2019, gli ultimi due anni pre-pandemia. Semmai, estendendo il discorso all’anno in corso ormai prossimo alla conclusione, appare preoccupante che la redazione teramana del Centro – che tiene da oltre vent’anni un proprio report sugli incidenti mortali – abbia finora rilevato nel 2022 16 morti, cioè lo stesso numero di tutto il 2021. Al riguardo va chiarito che per l’Istat i morti dell’anno scorso sono stati 15: ma manca all’appello, evidentemente a causa di una mancata comunicazione all’istituto di statistica, il pensionato di Silvi investito da una motocicletta nel centro urbano a inizio settembre e deceduto due mesi dopo: l’autopsia disposta dal pm ha stabilito in modo inequivocabile che l’anziano è morto per il grave trauma cranico subito nell’incidente.
Il presidente dell’Aci di Teramo, Carmine Cellinese, commenta così il report 2021 da poco pubblicato: «Tornano a crescere in maniera preoccupante il numero di morti e feriti in provincia di Teramo, ma anche in tutto l’Abruzzo dove il rapporto Aci 2021 consegna numeri in crescita ovunque tranne che a Pescara dove il numero di morti è diminuito da 14 a 9 pur aumentando, come in tutte le province il numero dei feriti. Sicuramente su questi dati ha inciso la fase pandemica con le restrizioni della mobilità che hanno contraddistinto fortemente il 2020 rispetto al 2021, e che di conseguenza hanno ridimensionato i numeri. Con la ripresa della mobilità sono tornati ad aumentare morti e feriti. Segno che dobbiamo mantenere alti gli sforzi sulle campagne di prevenzione, ma segno anche che dobbiamo batterci con le istituzioni affinché si facciano carico di risolvere annosi problemi di viabilità. Penso ad esempio al fatto che sono sempre Teramo, Roseto, Alba Adriatica e Giulianova a essere contraddistinte da numeri significativi di perdite di vite umane o feriti, ma è evidente che una maggiore incisività e cura nella manutenzione stradale non può essere rinviabile. Parlo delle strade statali e provinciali, dove registriamo il 39,3% del tasso di mortalità, ma anche di strade dentro i centri abitati, strade interne che non sono classificate come strade urbane, e che spesso nelle incertezze delle competenze su chi ha titolo alle manutenzioni vengono trascurate».
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