Incontri con studenti e volontari per combattere il gioco d’azzardo

L’iniziativa dell’associazione Resalio è sostenuta dalla Fondazione Tercas. La psicologa Cupelli: «Bisogna avvertire i giovani dei rischi di dipendenza anche legati all’abuso di internet e social»
TERAMO. Un progetto di prevenzione che parte da un dato: l'Abruzzo è la regione dove più si gioca d'azzardo. Nel 2019 gli abruzzesi hanno speso per slot machine, scommesse e affini due miliardi di euro. I numeri provinciali più aggiornati risalgono al 2017, quando Teramo è risultata la seconda provincia in regione per spesa pro capite nel gioco d'azzardo: 2.472 euro. Un quadro allarmante che in maniera trasversale vede protagonisti adulti e giovanissimi. Internet e Covid, poi, hanno svolto un ruolo di primo piano nell'incrementare gli approcci al gioco e lo sviluppo delle dipendenze.
In questo scenario si inserisce il progetto dell'associazione Resalio “La tua vita non è in gioco”, sostenuto dalla Fondazione Tercas nella cui sede ieri è stato presentato. Uno strumento che mira alla prevenzione e che permetterà di parlare soprattutto ai giovani e ai volontari che hanno contatti quotidiani con categorie a rischio. Il progetto partirà a novembre e si svilupperà su più livelli. A partire dagli incontri con gli studenti nelle scuole superiori teramane: tre gli istituti al momento coinvolti, che vedranno gli esperti di Resalio affrontare la tematica del gioco a tutto tondo, compresi i canali di aiuto possibili ai quali rivolgersi in caso di necessità. Il progetto contempla supporto psicologico, tutela legale ed economica con uno sportello già attivo nella sede dell'associazione in via Giovanni XXIII a Colleatterrato. Infine sono previsti incontri volti a formare i volontari della Caritas: loro sono in prima linea nell'accoglienza dei disagi e delle difficoltà di moltissime persone e saper dare un indirizzo utile a chi ha problemi di ludopatia è molto importante. La presidente della Fondazione Tercas Tiziana Di Sante ha spiegato le ragioni del supporto dato al progetto: «Le Fondazioni per loro natura sono in ascolto del territorio e dei bisogni delle comunità: la dipendenza da gioco d'azzardo rappresenta una emergenza forte e abbiamo accolto con favore il progetto di Resalio».
Arianna Cupelli, psicologa e psicoterapeuta di Resalio, ha illustrato il progetto tratteggiando quelli che sono gli aspetti principali della patologia: «Il 49% degli studenti italiani tra i 14 e i 19 anni ha giocato d’azzardo almeno una volta nell’anno 2015-2016. Dato che fa riflettere e che ci ha spinto a voler mettere in campo un progetto che parlasse anche agli studenti», ha detto la psicologa rimarcando la centralità di internet nel progetto. Particolare attenzione sarà posta sulla dipendenza da "connessione", gaming (giochi online) e social network visto che «i dati Istat parlano di 300mila giovani tra i 12 e i 25 anni che soffrono di questa tipologia di addiction», ha aggiunto Cupelli. «Il gioco d’azzardo condivide con le altre forme di dipendenza le caratteristiche peculiari quali il desiderio di giocare e l'impossibilità di resistervi; l'insorgenza di sintomi quali irrequietezza, ansia, disforia, disturbi del sonno; la necessità di giocare somme di denaro sempre più grandi e con maggiore frequenza per riprodurre il medesimo stato di euforia e gratificazione», ha chiarito la professionista elencando le caratteristiche comportamentali dei giocatori patologici: pensieri persistenti inerenti al gioco, tentativi di riparazione delle perdite, menzogna, compromissione dei rapporti, tentativi di modulare i vissuti di disagio, richieste di prestiti economici. Quando si parla di gioco d'azzardo, chiariscono infine gli esperti, ci si riferisce a una vasta sfera di attività: gratta e vinci, scommesse, slot machine, gioco online.
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