Indagato per minacce, ma lui non c’entra
Silvi, il giudice archivia il caso di un 17enne accusato da un vigile urbano: c’è stato uno scambio di persona
SILVI. Era finito sotto accusa per minacce, resistenza e lesioni a un vigile urbano. Ci sono voluti quasi due anni di indagini per accertare che c’era stato uno scambio di persona e che quel 17enne di Silvi indagato dalla procura dei minori con quelle accuse non c’entrava proprio nulla. A tal punto che qualche giorno fa il giudice del tribunale dei minori dell’Aquila Maurizio Sacco, nell’accogliere la richiesta del pm e nel respingere l’opposizione della parte offesa, ha definitivamente archiviato il caso.
Un caso iniziato nell’agosto del 2015 quando un vigile urbano di Silvi denuncia ai carabinieri di essere stato minacciato e aggredito da due giovani che erano all’interno di un furgone fermato per consentire il passaggio di una processione in occasione di una festa religiosa. Riconosce in uno dei due occupanti di quel furgone il 17enne. Per entrambi scatta la denuncia e, vista l’età, per il più piccolo la competenza è della procura dei minori dell’Aquila. Il legale del minore, l’avvocato Dalmazio Mastrogiuseppe, avvia le indagini difensive e accerta che quel giorno d’agosto del 2015 il proprietario del furgone ha prestato il mezzo a degli amici per il trasporto di strumenti musicali e che questi amici non sono i due accusati dal vigile. Lui, dice il proprietario del furgone, quei due ragazzi accusati proprio non li conosce. Gli accertamenti successi, finiti sul tavolo della Procura, fanno ulteriore chiarezza stabilendo che quella sera alla guida del furgone c’erano altri ragazzi. Quest’ultimi, rintracciati e interrogati, raccontano di aver usato il mezzo per trasportare strumenti musicali e di essere stati fermati da un vigile per consentire il passaggio di una processione. Scrive il gip Sacco nel decreto di archiviazione: «Correttamente il pm ha ritenuto gli elementi d’indagine raccolti inidonei a sostenere l’accusa in giudizio non essendo stato possibile l’accertamento dell’effettivo svolgimento dei fatti». (d.p.)
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