Indennità contestate, cambia l’avvocato

19 Gennaio 2023

Il Comune toglie l’incarico allo studio romano che non ha impugnato la sentenza su Giovanardi

GIULIANOVA. L’amministrazione comunale non si arrende e nomina un altro legale, senza ulteriore aggravio di spese per l’ente, per la difesa nei giudizi volti al recupero delle indennità che, secondo l’attuale giunta, sono state percepite in eccedenza da passati amministratori. Recentemente, infatti, il giudice di pace ha respinto la richiesta del Comune per la restituzione di circa 2.400 euro da parte dell’ex assessore Germano Giovanardi e lo studio legale associato Sapglegal di Roma, che curava gli interessi dell’ente nel procedimento, non ha ritenuto opportuno presentare appello. «Il professionista precedentemente incaricato», si legge nella delibera di giunta, «ha sollevato questioni prognostiche circa la difficoltà a interporre appello verso la sentenza del giudice di pace di Teramo in cui il Comune è risultato soccombente e così gli uffici hanno proceduto all’avvio del procedimento di risoluzione del contratto di prestazione professionale». L’amministrazione guidata da Jwan Costantini, infatti, ha richiesto in totale circa 240mila euro ai suoi predecessori tra il 2009 e il 2018. In causa sono stati chiamati così l’ex sindaco Francesco Mastromauro e una sfilza di ex assessori per la restituzione di quote dei loro compensi ritenute non dovute. Il Comune dunque presto renderà noto il nome del nuovo legale che lo assisterà nelle prossime udienze previste, la prima il 3 marzo 2023 che coinvolge l’ex assessore Archimede Forcellese. Nei prossimi mesi poi sono previste altre udienze che, oltre a Mastromauro, coinvolgono gli ex amministratori Roberto Mastrilli, Fabio Ruffini, Nadia Ranalli, Gabriele Filipponi, Nausicaa Cameli e Jurghens Cartone. Molto probabilmente però, come è già successo per Giovanardi, le relative sentenze saranno ugualmente avverse al Comune. Nel caso già valutato, infatti, secondo il giudice di pace di Teramo, le indennità corrisposte all’ex assessore sono state correttamente definite e inserite nei bilanci approvati in consiglio senza contestazioni. Giovanardi, dunque, non deve restituire nulla all’ente.
Luca Venanzi