Indennità da ridare: in bilico gli ex sindaci presenti in consiglio

14 Novembre 2022

Pavone e Di Girolamo incompatibili se vanno per vie legali A rischio se non pagano anche Teresa Ginoble e Petrini

ROSETO. A giorni partiranno le lettere indirizzate dal Comune a 42 persone tra ex amministratori ed ex consiglieri di Roseto (alcuni di loro ancora siedono attualmente tra i banchi del consiglio comunale) con la richiesta di restituire le “maggiori indennità percepite”. Già nel 2014, a Spoltore, c'è stata la condanna dell'ex sindaco Franco Ranghelli a restituire al Comune 37.093,23 euro più interessi per maggiori indennità percepite dal 2002 al 2011, e a Giulianova c'è stato un caso simile riguardante l’amministrazione Mastromauro ma, al momento, ci sono ancora cause in corso e non c'è stata alcuna condanna.
A Roseto siamo ancora in fase embrionale, ma questa situazione potrebbe incidere parecchio a livello politico, riguardando in particolare i due ex sindaci Sabatino Di Girolamo ed Enio Pavone, il primo consigliere di opposizione e l'altro di maggioranza, che dovrebbero restituire all'ente rispettivamente 55mila e 40mila euro. Gli altri destinatari delle lettere ancora presenti in consiglio sono anche la ex presidente dell’assise civica Teresa Ginoble e l’ex assessore Nicola Petrini oltre a tre ex consiglieri, ovvero l’attuale sindaco Mario Nugnes, il suo vice Angelo Marcone e l’esponente di minoranza Rosaria Ciancaione, ma gli ex consiglieri sono chiamati a rifondere cifre molto più basse di chi aveva incarichi amministrativi e quindi per loro non si annunciano contenziosi. Ovviamente i destinatari delle lettere possono decidere di non pagare e agire per vie legali, ma in quel caso bisognerà vedere se questo sia compatibile o meno con la loro carica da consiglieri: c'è infatti l'articolo 63 del Tuel, il testo unico degli enti locali, secondo il quale “non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della Provincia, consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale colui che ha lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo, rispettivamente, con il Comune o la Provincia”. Fari puntati in particolare su cosa deciderà di fare una volta ricevuta la lettera Enio Pavone, uomo forte della maggioranza.
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