Indennità, gli ex amministratori devono restituire 240mila euro

Le lettere sono in partenza, Costantini vuole destinare le somme a migliorare l’arredo urbano Ma Mastromauro e diversi ex assessori si dicono incolpevoli e sono pronti a resistere in giudizio
GIULIANOVA. È pari a 240mila euro, salvo lievi scostamenti, la somma che l’attuale amministrazione comunale sta per richiedere, a titolo di maggiori indennità percepite, a quanti hanno retto le sorti del municipio giuliese dal luglio del 2009 all’ottobre del 2018, con possibilità di rateizzazione. Il sindaco Jwan Costantini ha deciso di destinare gli importi recuperati al miglioramento dell’arredo urbano, con il coinvolgimento dei comitati di quartiere.
Gli interessati sono l’ex sindaco Francesco Mastromauro, gli ex vice sindaco, una lunga teoria di assessori succedutisi negli anni e gli ex presidenti del consiglio comunale. Le lettere, in partenza nel corso della settimana corrente, sarebbero circa 20 e non tutti i destinatari accetteranno passivamente la richiesta. In molti cercheranno di far valere le loro ragioni partendo dal principio che gli ex amministratori avrebbero ricevuto quanto stabilito dagli uffici comunali competenti. La tesi difensiva è, in sintesi: non abbiamo mai chiesto maggiori somme rispetto all’indennità stabilita da precedenti delibere. Ci sono ex amministratori che hanno già contattato dei legali di fiducia per resistere fino in fondo. La cifra maggiore da restituire, si parla di circa 90mila euro, riguarderebbe l’ex sindaco Mastromauro che ha coperto la carica per oltre nove anni. Vengono poi tutti gli altri con somme rapportate al periodo di permanenza in giunta. La procedura relativa alle maggiori indennità da recuperare deve essere avviata entro e non oltre la fine dell’anno in corso, pena la prescrizione del periodo relativo al 2009. In questo caso, come fanno sapere da palazzo, si configurerebbe un danno erariale a carico dell’ente di cui potrebbero rispondere gli attuali amministratori.
La vicenda ha preso corpo nel mese di luglio, poco dopo l’insediamento del nuovo esecutivo, quando in sede di delibera delle indennità di funzione qualcuno ha fatto notare alla segretaria generale del Comune che le somme attribuite ai singoli erano di gran lunga inferiori a quelle percepite dai precedenti amministratori. A quel punto la stessa segretaria Raffaella D’Egidio, entrata in organico in periodo commissariale e quindi all’oscuro delle situazioni precedenti, ha iniziato un lavoro di verifica che si è concluso con una richiesta di parere alla Corte dei conti dell’Abruzzo. L’organo di giustizia contabile, con delibera del 12 settembre, ha certificato che la legge numero 133 del 2008 elimina ogni possibilità di incremento di indennità di funzione rispetto alla misura determinata dal decreto ministeriale del 2000. Nella stessa delibera la Corte ha precisato che l’eventuale intervento di gestione del problema ricade esclusivamente in capo al Comune.
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