Industrialesud, scatta l’allarme: sono a rischio 140 posti di lavoro

I sindacati chiedono chiarezza sui piani dell’azienda per l’operatività dello stabilimento teramano: «Avviati tavoli di concertazione per la salvaguardia di altri siti produttivi, intervenga la Regione»
TERAMO. Un piano industriale che non convince i sindacati, preoccupati per il futuro di 140 lavoratori e per le prospettive del sito teramano tenuto fuori dai tavoli nazionali. L’Imr Industrialesud di Teramo ieri mattina è stata oggetto di una conferenza stampa convocata da Filctem Cgil, Ugl e Uiltec Uil in seguito al mancato incontro, richiesto per due volte dalle organizzazioni sindacali, con l’azienda e la Regione. L’assenza di confronto ha acuito le preoccupazioni dei sindacati che, senza allarmismi, chiedono chiarezza «sull'andamento e sulle prospettive dell’Imr Industrialesud alla luce della verifica del piano industriale che abbiamo svolto», hanno detto Giampiero Dozzi (Cgil) ed Emidio Angelini (Ugl).
Il riferimento è all’attività di risanamento e rilancio che l’azienda ha predisposto per siti produttivi acquisiti negli ultimi anni (a Saluzzo, La Loggia, Rieti e Jesi) dove tramite tavoli di concertazione che hanno coinvolto anche il ministero si «stanno salvaguardando produzione e posti di lavoro», hanno spiegato i sindacalisti, «ma tenendo fuori dalla discussione e da ogni tipo di considerazione il sito teramano: questo ci preoccupa perché si stanno determinando condizioni di incertezza per il nostro territorio che rendono necessario un approfondimento in merito alle prospettive occupazionali». In particolare sono in bilico, secondo i sindacati, 140 posti di lavoro dell’azienda, che occupa circa 500 operai, per via dell’attivazione di un reparto pelletteria per interni auto a Rieti che «potrebbe indebolire il reparto del sito di Teramo avendone le medesime caratteristiche», e il termine di alcuni progetti produttivi che «non verranno al momento rimpiazzati da altre commesse», hanno spiegato Dozzi e Angelini sottolineando come tutto ciò si inserisca nel già delicato quadro del settore automotive cui l’Industrialesud è legata a doppio filo. Da qui la richiesta alla Regione affinché spinga per unificare i tavoli istituzionali al ministero per una «valutazione complessiva delle situazione dei siti produttivi Imr, Teramo compresa», hanno concluso i sindacalisti che confidano in un maggiore impegno da parte della politica e delle istituzioni sui temi legati al lavoro in provincia.
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