Infermieri, un anno positivo «Ma c’è carenza di personale»

TERAMO. E' tempo di bilanci per il collegio Ipasvi della provincia, l'associazione che riunisce 2.400 infermieri teramani. Positivi i risultati raggiunti in questo 2016 secondo il presidente Cristian...
TERAMO. E' tempo di bilanci per il collegio Ipasvi della provincia, l'associazione che riunisce 2.400 infermieri teramani. Positivi i risultati raggiunti in questo 2016 secondo il presidente Cristian Pediconi e il consiglio direttivo. «E' stato un anno ricco di attività a sostegno della professione», ha commentato Pediconi in una nota. L'Ipasvi ha ricordato la "Giornata internazionale dell'infermiere" dello scorso maggio, quando gli infermieri sono scesi in piazza per sensibilizzare la cittadinanza sul proprio lavoro, offrendo anche controlli gratuiti in sinergia con altre associazioni come Aioss, Fidas, Zupirù clown, Andid e Teramo cammina. E ancora la "Giornata dell'infermiere donatore", organizzata con la Fidas Teramo, durante la quale molti infermieri hanno donato il sangue al centro trasfusionale del Mazzini.
Nel corso dell'anno l'Ipasvi ha inoltre dedicato molti incontri ai giovani neolaureati per informarli sulle opportunità di lavoro all'estero, in particolare nei paesi britannici, considerate le ridotte opportunità che si riscontrano in Italia, specie nel settore pubblico. Nella nota il presidente non ha dimenticato i problemi del personale della Asl di Teramo ricordando come il collegio abbia offerto in molti casi il proprio sostegno agli infermieri impegnati in battaglie contro l'azienda sanitaria locale. Pediconi tuttavia ha riconosciuto il rapporto positivo con l'attuale dirigenza della Asl e ha auspicato un dialogo sempre maggiore per risolvere le problematiche ancora presenti. Tra queste la questione della formazione continua. Tuttavia nell'ultimo anno sono aumentati gli eventi organizzati dal collegio nei quattro presidi ospedalieri della provincia, anche in collaborazione con la Asl di Teramo, per permettere agli iscritti di acquisire i crediti formativi obbligatori. Il presidente ha sottolineato anche il rinnovato rapporto con l'assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, al quale ha riconosciuto un cambio di rotta: dagli ultimi incontri sulle linee guida per la redazione degli atti aziendali, che riguardano le professioni sanitarie, è emersa la previsione di unità operative complesse nelle Asl e di un Dipartimento delle professioni sanitarie regionale. «Ma c'è ancora tanto da fare», ha concluso Pediconi.
Emanuela Michini
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