Infiltrazioni d’acqua nell’abbazia Comune condannato a pagare

Notaresco, il tribunale civile accoglie il ricorso presentato dal parroco di San Clemente al Vomano Il giudice: «I danni provocati dalla mancata manutenzione della rete idrica del vicino cimitero»
NOTARESCO. Nei libri di storia la sua edificazione viene fatta risalire alla seconda metà del IX secolo e sicuramente non oltre l’890 e la leggenda narra che sia stata la principessa Ermengarda, unica figlia di Ludovico II il Giovane e madre di Ludovico III, a far costruire la chiesa e il monastero. Storia e leggende s’intrecciano nel definire l’abbazia di San Clemente al Vomano di Notaresco che da 1902 è stata inclusa nell'elenco dei monumenti nazionali italiani.[ Ma nel Bel Paese la manutenzione di beni nazionali da tempo si scontra con la carenza di fondi.
Così, come succede in tutta Italia, c’è voluta la sentenza di un tribunale per costringere un ente ad accollarsi le spese per i danni causati da un’infiltrazione d’acqua alle lastre in vetro della pavimentazione e ad alcuni affreschi dell’edificio che si trova nella frazione di Guardia Vomano. È il caso proprio dell’abbazia di San Clemente per cui di recente un giudice civile, accogliendo il ricorso del parroco (assistito dall’avvocato Daniele Di Furia), ha condannato il Comune di Notaresco a pagare 7800 euro per i danni provocati da alcune infiltrazioni allo storico edificio di culto conseguenza della mancata manutenzione della rete idrica del vicino cimitero.
Alla base della decisione del giudice civile Pasquale Giovannucci gli esiti di una Ctu (consulenza tecnica d’ufficio) disposta dallo stesso tribunale con il perito che ha accertato il collegamento tra le infiltrazioni d’acqua alla chiesa e la perdita dei tubi del cimitero. Si legge a questo proposito nella sentenza: «Detta Ctu è risultata ben motivata ed esente da errori logico/giuridici e fondata sugli opportuni accertamenti e pertanto questo giudice ritiene di non doversene discostare. Nel caso che ci occupa l’attore ha dato prova della esistenza del danno e del nesso di causalità, ossia la derivazione del danno dalla rottura del tubo di adduzione dell’acqua al cimitero comunale di Notaresco come accertato dal Ctu».
E il giudice civile così nel provvedimento definisce le responsabilità del Comune di Notaresco: «Il Comune di Notaresco, per andare esente da responsabilità aveva l’onere di dimostrare, ma non lo ha fatto, che l’infiltrazione è avvenuta per caso fortuito, ossia un elemento imprevedibile e sottratto al suo potere d’intervento. Se infatti avesse effettuato la normale manutenzione del cimitero avrebbe potuto evitare la insorgenza della situazione di pericolo». Il tribunale, inoltre, ha condannato il Comune anche al pagamento delle lspese egali.
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