Infrastrutture e credito per rilanciare il Teramano

6 Febbraio 2020

Se n’è parlato al convegno “Destinazione crescita” organizzato dalla Provincia  Marsilio: «Serve la terza corsia dell’A14 e bisogna completare la Pedemontana»  

TERAMO. Dalla necessità di rilanciare le infrastrutture strategiche a quella di favorire l’accesso al credito per le piccole e medie imprese. Dalla perdita delle banche del territorio alla necessità di fare sistema tra pubblico e privato per favorire gli investimenti. Sono i temi affrontati ieri mattina nella tavola rotonda “Destinazione crescita”, organizzata dalla Provincia di Teramo e coordinata dal giornalista Rai Antimo Amore, che ha visto un confronto tra istituzioni, rappresentanti di categoria e portatori di interesse sugli strumenti a disposizione di pubblico e privato per favorire il mondo dell'impresa e del lavoro.
Sullo sfondo la realtà di una provincia, come quella teramana, duramente colpita dagli eventi sismici e dal maltempo e che, come sottolineato a margine dell'incontro dal presidente della Regione Marco Marsilio, «assomma un po’ tutte le criticità dell’Abruzzo, dall’erosione costiera ai problemi della montagna, fino a una ricostruzione che non è ancora partita». Un territorio fortemente segnato anche dalle crisi industriali e caratterizzato da tante piccole e piccolissime imprese rispetto alle quali il tema dell’accesso al credito è di vitale importanza. Così come quello delle infrastrutture. «La nostra priorità», ha detto Marsilio, «è quella di mettere in campo progetti seri che possano far ripartire l'economia. Stiamo per concludere le conferenze di servizi per il completamento della Teramo-mare, dobbiamo chiedere all’Anas maggiori investimenti e un’accelerazione sulla Pedemontana e ho chiesto a ministero e Autostrade per l’Italia di inserire nei loro programmi di sviluppo la terzia corsia sull’autostrada Adriatica perché come sta dimostrando la vicenda del Cerrano è un’infrastruttura troppo fragile e ormai superata. E questo territorio per poter decollare ha bisogno di infrastrutture adeguate».
Tra i temi centrali della tavola rotonda – che ha visto la partecipazione dei vertici di Banca Intesa San Paolo, che ha attivato una linea di credito per famiglie e imprese che hanno subito danni dal maltempo di novembre 2019 – quello dell'accesso al credito. E così se la Regione, attraverso l'assessore alle attività produttive Mauro Febbo, ha ricordato come l’ente stia rimodulando tutta una serie di bandi per favorire l’accesso al credito delle Pmi e come fondamentale in quest'ambito siano il processo di fusione delle due finanziarie regionali e la rivisitazione dei Confidi, il responsabile di Banca dei territori di Intesa San Paolo, Stefano Barrese, ha dichiarato come oggi il problema «non sia l’accesso al credito ma la scarsa propensione agli investimenti», aprendo il dibattito su quali attività gli enti locali possono mettere in campo in quest'ambito. «Nonostante i terremoti, i danni causati dalla neve e dal black out il sistema economico-produttivo teramano esprime numeri interessanti», ha detto il presidente della Camera di commercio di Teramo Gloriano Lanciotti, «se il settore dell’artigianato è in fortissima difficoltà crescono, al contrario le imprese femminili e quelle under 35. Non si può generalizzare, ma bisogna fare un discorso distinto per settori. Certo, stenta ancora ad agganciare la ripresa a livello nazionale ma resta una delle quindici province più industrializzate d’Italia. Per quanto riguarda il discorso del credito il tema centrale è quello del sostegno alle garanzie per le piccole e piccolissime imprese». Tra gli interventi anche quello del presidente di Confindustria Teramo Cesare Zippilli, che nel sottolineare come nonostante le difficoltà degli ultimi anni quella teramana sia una provincia «florida», ha rilanciato il tema delle infrastrutture e della necessità di intervenire anche sui problemi annosi delle aree industriali.
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