Ingegneri, nuova protesta contro il Genio civile
Una delegazione dell’Ordine fa un sit-in davanti alla sede dell’ufficio e chiede l’intervento della Regione
TERAMO. Ancora disagi e ritardi nelle attività del Genio civile, nonostante i numerosi solleciti dell’Ordine degli ingegneri della provincia di Teramo, una cui delegazine ha fatto ieri un sit-in di protesta davanti alla sede dell’ufficio. Dpo l’ennesima lettera inviata stavolta al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, l’Ordine si dice pronto come prossimo passo a ricorrere alla Procura se anche quest’ultimo tentativo dovesse mostrarsi vano. «Sono problematiche legate probabilmente alla passata gestione della Provincia. Va posto un rimedio al problema», ha detto Alfonso Marcozzi, presidente dell’Ordine provinciale. «Ci sono ritardi nelle attività, imputabili anche agli anni passati, ma ormai bisogna intervenire». Sono tante le problematiche segnalate più volte anche da altri componenti dell’Ordine, tra cui possono essere enumerate, come ricordato da Marcozzi, «aziende che non possono far partire l’attività perché non è stato effettuato il sopralluogo, oppure richieste di deposito che ritardano in maniera assurda rispetto ai tempi previsti dalla norma». Per Marcozzi si tratta di un «problema organizzativo, gestionale e di personale» per la cui soluzione è necessario l’intervento della Regione. «Abbiamo cercato di sollecitare il responsabile dell’ufficio di Teramo ma, al di là di qualche promessa verbale, nulla si è fatto. È inutile rifarsi il trucco se non mettiamo a posto la struttura portante», si legge nella lettera inviata a D’Alfonso. «All’interno di questo quadro normativo e con questa organizzazione degli uffici la semplificazione porta solo alla complicazione e ad incentivare altre scorciatoie, spesso illecite. I tempi di messa in opera dell’intervento tra progettazione e realizzazione sono, per ragioni anche tecniche, di ordini di grandezza molto differenti rispetto all’autorizzazione (tanto) che accorciare di qualche giorno la procedura non è certo la soluzione al vero problema». Sperando in una risoluzione celere grazie all’ente regionale, il documento enuncia in chiusura quali potrebbero essere i rimedi, finora non applicati, per far fronte all’immobilismo del Genio civile. «Nonostante le nostre continue sollecitazioni», prosegue la nota, «non sono stati mai messi come obiettivi principali e da perseguire la realizzazione di procedure digitali, che già in fase di istanza devono accorciare i tempi per il controllo, la gestione del flusso documentale, tale da programmare e gestire il lavoro interno, strumenti di back office atti allo scopo, la creazione di un sistema della vulnerabilità sismica del territorio, visto che l’informazione catalogata e georeferita è la prima pietra per l’implementazione di un sistema delle conoscenze».
Chiara Di Giovannantonio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

