Iniziano i primi lavori a Castelnuovo

Campli, gabbioni e regimentazione delle acque dalla prossima settimana. D’Alfonso garantisce risorse anche per Paduli
CAMPLI. Due ferite aperte nel territorio di Campli. Le frane di Paduli e Castelnuovo sono state al centro della discussione del consiglio comunale di martedì sera, convocato in effetti dalla minoranza per parlare della prima, in atto ormai da due anni e ancora in attesa di un intervento.
Al consiglio hanno partecipato il governatore Luciano D’Alfonso e il capogruppo del Pd in Regione Sandro Mariani. D’Alfonso ha garantito che ci saranno fondi per arrestare la corsa di entrambe le frane.Per Paduli con fondi del Genio civile si interverrà subito per realizzare una paratia di sostegno al costone su cui sorgono le case, alcune delle quali da tempo inagibili. Per Castelnuovo ha ricordato che Campli è nel cratere e che dovrebbero essere le coperture idonee.
Intanto ieri è stato ultimato il progetto per la messa in sicurezza della frana di Castelnuovo. Si dividerà in due tranche: la prima, dal costo di 200 euro, dovrebbe partire a stretto giro. Il sindaco Pietro Quaresimale spera la settimana prossima. Si tratta della regimentazione delle acque e della posa di alcuni gabbioni, per una spesa di circa 200mila euro. La seconda è più complessa: è prevista una “chiodatura” del terreno, ma bisogna fare ancora delle verifiche, in ogni caso la spera si aggira sui 400mila euro. «Sono contento che in tempi rapidi abbiamo in mano una prima fase di interventi», ha commentato Quaresimale, «l'arrivo di Antonio Iovino, dirigente regionale del settore protezione civile, ha sicuramente agevolato l'iter burocratico di questa prima parte di lavori, adesso gli organi preposti devono intervenire con un sostegno finanziario per evitare che il territorio di Campli resti abbandonato a se stesso».
Il consiglio di martedì, peraltro ha votato l’istituzione di una commissione, suggerita da Mariani, composta da maggioranza, minoranza e cittadini per la vigilanza sui lavori sulle frane.
Bocciata invece la proposta presentata dai consiglieri di minoranza Gabriele Giovannini, Marino Fiorà ed Emanuela Tritella, sostenuta anche dal consigliere di minoranza Giovanni Giusti che chiedeva un cronoprogramma degli interventi per la messa in sicurezza di Paduli, di rivedere il piano triennale delle opere pubbliche con destinazione dei fondi per la messa in sicurezza della frazione e delle case evacuate per consentire il rientro dei proprietari.
C’è stato un acceso dibattito sull’utilizzo dei 980mila euro destinati da un decreto regionale, due anni fa, per le frane di Pastinella e Paduli: i fondi sono infatti stati utilizzati in toto nel primo paese. «Gli interventi dovevano essere indirizzati a entrambe le emergenze» ha dichiarato la minoranza. Ma il sindaco ha obiettato che «all’epoca l’emergenza era soprattutto a Pastinella: c’erano famiglie sgomberate che oggi, grazie agli interventi, sono rientrate a casa». Fiorà ha però fatto notare che «il Comune dichiarò lo stato di calamità naturale chiedendo alla Regione almeno un milione di euro per due frazioni che furono inserite in un decreto per interventi strutturali. Questo termine è stato usato perchè la situazione era grave. Come d’altronde dimostrato per Paduli da una corposa documentazione tecnica».
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