Iniziativa contro l’impianto a biomassa del campo scuola

8 Aprile 2018

Il comitato Gammarana chiede l’accesso agli atti: «I cittadini lamentano rumore e odori, vogliamo vederci chiaro»

TERAMO. Una richiesta di accesso agli atti per verificare la presenza di tutte le autorizzazioni necessarie e la rispondenza dell'impianto ai requisiti di legge. E' quella annunciata ieri mattina dal presidente del comitato di quartiere della Gammarana Alfonso Marcozzi in merito all'impianto di microcogenerazione a biomassa a cippato in legno, adibito alla produzione combinata di energia elettrica e termica, installato all'interno del campo scuola.
«Stiamo seguendo da tempo questa vicenda, i cittadini sono preoccupati per l'eventuale inquinamento acustico e ambientale», spiega Marcozzi, «abbiamo chiesto più volte un' interlocuzione con il gestore dell'impianto sportivo per parlare degli aspetti relativi alla sicurezza e ai controlli, ma non abbiamo mai avuto risposta». Marcozzi spiega come l'impianto, nonostante sia di piccole dimensioni, vada sottoposto a controlli e come l'associazione voglia vederci chiaro sulle autorizzazioni rilasciate, anche perché i cittadini lamentano rumori e cattivo odore. «Secondo noi le autorizzazioni date fino ad oggi non sono in linea con le norme», continua, «ed è per questo che inoltreremo ai competenti uffici comunali la richiesta di accesso agli atti. Vogliamo sapere se ci sono le autorizzazioni ambientali, verificare se sono corrette. Se e come vengono fatti i controlli, se vengono rispettati i limiti relativi alle emissione dei fumi, se i livelli di azoto e carbonio rientrano nei limiti. Vogliamo sapere anche che tipo di legno viene utilizzato per essere bruciato, questo per tranquillizzare i residenti».
L'impianto, installato all'interno del campo scuola, serve a produrre energia. «Energia elettrica e calore», precisa Marcozzi, «probabilmente a servizio del campo scuola».
L'associazione di quartiere non è comunque l'unica ad aver chiesto delucidazioni sull'impianto e sulle relative autorizzazioni. A gennaio a fare richiesta agli atti era stata infatti anche la Uil per mano del segretario Alfiero Di Giammartino. (a.m.)
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