Inquilina muore, famiglia occupa l’appartamento

Blitz di una donna rom con il compagno e due bambini in una casa dell’Ater. Il reato scoperto dalla figlia della defunta, parte l’iter per lo sgombero forzoso
GIULIANOVA . Dopo pochi giorni dal funerale della madre torna nell’appartamento popolare dove viveva il genitore e trova la serratura della porta d’ingresso sostituita, senza possibilità di accedere. E’ quanto accaduto in via Di Vittorio, in un immobile all’ultimo piano di uno stabile di proprietà dell’Ater di Teramo. In pratica, appena alla signora ottantenne è stata data degna sepoltura, una donna di etnia rom, con due figli minorenni e il compagno, ha occupato di forza l’unità immobiliare senza tener conto delle necessità da parte dell’erede di prelevare gli effetti personali della defunta. La figlia dell’anziana donna, ligia al dovere, voleva in effetti liberare l’immobile e riconsegnare le chiavi all’ufficio politiche della casa del Comune di Giulianova. Ma è stato impossibile.
Così la donna si è recata negli uffici della polizia municipale per segnalare quanto le stave capitando. Poco dopo una pattuglia di vigili si è recata in via Di Vittorio al civico 16 per verificare il racconto della figlia dell’anziana signora deceduta. In effetti gli uomini della polizia municipale hanno potuto constatare di persona l’occupazione dell’appartamento da parte della famiglia rom. Gli stessi vigili hanno contestato verbalmente a S.D.R. il reato di occupazione abusiva, ma la stessa ha replicato dicendo: «Non ho casa e non so dove andare a dormire. Per questo motivo sono entrata in questo appartamento. Cercate di capire la mia situazione». La polizia municipale, preso atto della situazione, ha provveduto d’ufficio a denunciare la donna alla Procura della Repubblica di Teramo per occupazione abusiva dell’appartamento.
Naturalmente ora tutto rimarrà fermo per un bel po’ in quanto dovrà essere espletato tutto l’iter amministrativo per liberare l’unità immobiliare. Verranno coinvolti il prefetto, il sindaco di Giulianova e le varie forze di polizia oltre alla Asl. Insomma, per occupare l’appartamento sono stati impiegati pochi minuti, per liberarlo occorreranno diverse settimane se tutto andrà bene. È vero che esiste una legittima graduatoria per l’assegnazione degli appartamenti Ater, ma evidentemente il “fai da te” appare molto più veloce e sicuro. L’occupazione abusiva dell’appartamento in via Di Vittorio non è che l’ennesima dimostrazione di forza di chi non ha titolo. Già più volte in quel quartiere si sono registrati episodi analoghi come pure in altre zone della città. Basti ricordare i più recenti episodi in via Migliori (appartamento comunale con vista sullo stadio) e in via Veneto, sempre di proprietà municipale. Quasi sempre sono dovute intervenire le forze dell’ordine per ristabilire la legalità momentaneamente sospesa.
Alfonso Aloisi
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