Insieme per far tornare a vivere le scuole

Presentato il piano per la rinascita strutturale e pedagogica. Venti incontri, il primo il 20 maggio
TERAMO. Scuole che rispondono all’esigenza di sicurezza e che offrono anche il miglioramento dell’offerta pedagogica.
E’ questo l’obiettivo del tavolo di lavoro “La scuola che vorrei” presentato nella sede della Provincia a Teramo. Un percorso che coinvolge varie professionalità per l’elaborazione di un protocollo che contenga principi e valori condivisi per l’architettura scolastica attuale e futura. E che vada a inserirsi nel processo di ricostruzione. L’iniziativa è promossa dall'associazione “Teramo Children”, dal Comune, dalla Provincia,dagli Istituti comprensivi Montorio – Crognaleto e Zippilli–Noè Lucidi, dall’istituto superiore Di Poppa– Rozzi, dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco, dal gruppo nazionale Nidi e Infanzia, dall’Ordine degli ingegneri e dalla Fondazione Reggio Children. Insieme per una ricostruzione che guardi alla sicurezza, ma anche alla didattica.
«Il sisma ci ha messo di fronte a due fragilità delle nostre scuole: quella strutturale, e quella funzionale con una scuola che non rispetta l’evoluzione dei tempi», spiega Simona Olivieri di Teramo Children , «la nostra idea è quella di trasformare questo momento critico in una crescita attraverso questo progetto di programmazione partecipata aperto a tutte le amministrazioni». Venti tappe per l’elaborazione del protocollo che parte da un documento dell’Indire su commissione del Miur e che verrà ampliato già nella prima riunione del 20 maggio nella sala polifunzionale della Provincia dal titolo “Oltre la paura, la scuola che vorrei. Il terremoto da catastrofe a opportunità”. Un cambio di prospettiva nel modo di costruire e ricostruire che tenga conto della sicurezza. Ma anche dell’offerta pedagogica senza tralasciare nessun aspetto.
«Questa volontà di “socio – costruire” è un percorso fondamentale che deve essere applicato alle nuove scuole, ma anche a quelle esistenti»,– ha detto il presidente dell’ordine degli ingegneri Alfonso Marcozzi, «e dovrà avere le gambe per camminare». L’obiettivo dei promotori è far recepire il progetto dalla Regione per essere applicato nell’edilizia scolastica del territorio e dal commissario alla ricostruzione Vasco Errani. «Ma tutto deve avvenire nel breve termine senza ripetere errori del passato e con una programmazione che parta dalla comunità», come ha detto il direttore dell’Usr Marcello D’Alberto.
«La politica deve recepire questo protocollo», auspica Franco Fracassa, assessore ai lavori pubblici del Comune di Teramo, «porterò il documento in consiglio comunale. Ma ciò che mi preme è che lo recepisca la Regione». (a.d.f.)

