«Insostenibili i quattro ospedali»

13 Settembre 2017

Fagnano è d’accordo: con le attuali norme l’attuale assetto non si regge

TERAMO. Il direttore generale Roberto Fagnano, sostanzialmente è d’accordo con Filippo Gianfelice. Anche secondo lui alla luce delle nuove norme è impossibile mantenere l’assetto della sanità su quattro ospedali. «E' vero che è impossibile mantenere un'organizzazione fondata su quattro ospedali per acuti. Tutti gli standard sanitari e i limiti di legge lo impediscono», conferma il direttore generale.
Il manager però tranquillizza sui tempi di realizzazione dell’ospedale nuovo. «Non è vero che ci vuole un tempo infinito. Ci vuole innanzitutto la decisione. Poi la procedura amministrativa dura un anno, la realizzazione tre anni e i trasferimenti 6 mesi. Questi sono i tempi di altri ospedali del Nord Italia, sono andato a verificare di persona. Tutto sta nel formalizzare la decisione a monte. Un fatto è certo: in prospettiva non possiamo mantenere quattro ospedali per acuti, su questo sono d'accordo tutti», osserva.
In questi mesi si sono succeduti dibattiti, studi e dossier. Da questi è emerso che sono sostanzialmente due motivi su cui si basa la scelta di fare un nuovo ospedale da 600 posti letto. Il primo riguarda lo stato di salute dei quattro ospedali: a parte quello di sant’Omero, la cui costruzione risale agli Anni 80, gli altri tre sono stati realizzati fra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta. Non sono dunque stati costruiti con criteri antisismici e è praticamente impossibile metterli a norma con costi accettabili. Stesso discorso per l’impianto antincendio.
Il secondo motivo riguarda la carenza di personale e quindi la qualità e quantità di prestazioni che si riescono a svolgere. Con poco personale, per quanti sforzi si facciano, il livello delle prestazioni scende e i pazienti scelgono altre strutture, in cui l’assistenza è migliore e la casistica è più ampia, quindi dà più garanzie. (a.f.)