Insultano il capo dei vigili su Facebook: a processo

Notaresco, in quattro sotto accusa per i commenti su una foto del comandante Per la Procura «reputazione offesa con espressioni di gratuito dileggio»
TERAMO. La diffamazione ai tempi di Facebook è qualcosa che cambia nella forma ma non nella sostanza. Almeno quella del codice penale così come, negli ultimi tempi, ha più volte sancito la Cassazione. E trae linfa proprio dai recenti pronunciamenti dei giudici della Suprema Corte il decreto di citazione con cui il pm Silvia Scamurra ha mandato a processo quattro uomini accusati di aver, si legge nel decreto, «offeso la reputazione con espressioni di gratuito dileggio» del comandante della polizia municipale di Notaresco Sabatino Marziani. Che in apertura di processo si costituirà parte civile rappresentato dall’avvocato Daniele Di Furia.
I fatti contestati risalgono all’agosto 2014, quando Domenico Saccomandi, 50enne di Notaresco, pubblica nella bacheca del suo profilo Facebook alcune fotografie, scrive il pm nel decreto, «riproducenti il comandante della polizia locale di Notaresco nello svolgimento delle sue funzioni». Le foto ritraggono il comandante seduto nell’auto durante un servizio di controllo sul territorio. Le frasi finite sotto accusa e, secondo la Procura riconducibili ai quattro indagati, sono tante. Si va da «Invece di controllare le problematiche del territorio...cosa fanno...fanno cassa?» a quella che dice «A Natale lo scanniamo; peccato che fai solo il grasso, è un maiale che non ci mangi nulla!!!Quelle poche volte che percorro la vallata del Vomano, quando lo incontro, mi fa solo vomitare».
E ancora «Prima o poi il suo lardo lo ucciderà»; «Ed eccoli di nuovo...adesso sul cofano posteriore; «Chiama...il fuoristrada sbanda facilmente... a volte si rompono anche i tubi dei freni»; «Prima o poi le sue coronarie cederanno otturate da chili di colesterolo».
A far scattare le indagini è stata la denuncia presentata dallo stesso comandante tramite il suo avvocato. Dice Saccomandi, tra i quattro finiti a processo (assistito dall’avvocato Fabrizio Retko): «Non credo di aver offeso nessuno con la pubblicazione di quelle foto sulla mia bacheca». La prima udienza del processo è fissata per il 14 aprile davanti al tribunale in composizione monocratica. Uno dei tantissimi processi per diffamazione su Facebook che ormai da tempo riempiono le aule.
Perchè la tutela della reputazione in rete corre ormai sul filo dei social network in un susseguirsi di sentenze intervenute proprio a configurare giuridicamente la realtà del web.
E la Cassazione con i suoi recenti pronunciamenti insegna: non si può ritenere Facebook un luogo deregolamentato.©RIPRODUZIONE RISERVATA

