Insulti alle studentesse, assolta docente di sostegno delle medie

La donna era accusata di aver aggredito verbalmente senza motivo alcune alunne di una terza classe L’insegnante di 52 anni si è difesa in tribunale: «Mi sono sempre rivolta a tutti con delicatezza»
GIULIANOVA. Era finita a processo con l’accusa di aver aggredito verbalmente, con urla e insulti, alcune studentesse di una terza media che all’epoca dei fatti frequentavano la classe in cui era impegnata nell’attività di sostegno a una loro compagna. Un’accusa dalla quale ieri pomeriggio, al termine del processo davanti al giudice Belinda Pignotti, una docente di sostegno di 52 anni è stata assolta con la formula “perché il fatto non sussiste”. A chiedere l’assoluzione della donna, difesa dall’avvocato Claudio Iaconi, era stato anche il pm di udienza Monica Speca.
I fatti contestati alla 52enne risalivano all’anno scolastico 2014-2015, quando quest’ultima lavorava come docente di sostegno in un istituto scolastico di Giulianova. All’insegnante, come si legge nel capo di imputazione, veniva contestato di aver aggredito verbalmente, in più occasioni, «con estrema veemenza alcune alunne, tutte ovviamente minorenni, senza giustificato motivo, appellandole come stupide e maleducate, non perdendo mai occasione per contrastarle o redarguirle». Secondo l’accusa, in particolare, l’insegnante le avrebbe inseguite urlando «nei corridoi, pur quando le alunne erano state autorizzate a recarsi in bagno, mettendo loro, sul registro, note di demerito ingiustificate». Un comportamento che, sempre secondo l’accusa, in un’occasione aveva provocato anche un intervento a sostegno delle alunne da parte di un’altra insegnante.
Nel corso del processo, dove nessuna delle presunte parti offese si era costituita parte civile, sono stati ascoltati diversi testimoni, tra i quali una delle quattro alunne interessate, i genitori delle altre tre studentesse e alcuni colleghi della docente. Docente che ieri pomeriggio, prima della sentenza, ha voluto rilasciare spontanee dichiarazioni smentendo tutte le accuse che le erano state mosse. «Sono un insegnante di sostegno, mi sono sempre rivolta a tutti con delicatezza», ha detto la donna. Nel corso dell’arringa difensiva l’avvocato Iaconi ha passato in rassegna tutta l’istruttoria dibattimentale, ricordando la documentazione presentata dalla difesa a sostegno dell’innocenza della donna, a partire dai registri di classe, e puntato a far emergere quella che ha definito come l’inattendibilità di alcune testimonianze accusatorie. Per il legale, in particolare, dall’istruttoria sarebbe emerso come i fatti, così come contestati nel capo di imputazione, non si sarebbero mai verificati. Da qui la richiesta di assoluzione, con formula piena, per la sua assistita. Assoluzione che è arrivata nel primo pomeriggio di ieri.
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