Insulti e schiaffi alla compagna Teramano assolto dal giudice
TERAMO. Era finito a processo con l’accusa di maltrattamenti dopo la denuncia della compagna con cui, dopo un periodo di separazione, da qualche tempo è tornato a vivere. Un 43enne teramano è stato...
TERAMO. Era finito a processo con l’accusa di maltrattamenti dopo la denuncia della compagna con cui, dopo un periodo di separazione, da qualche tempo è tornato a vivere. Un 43enne teramano è stato assolto dal reato contestato con la formula del fatto non sussiste. Nelle motivazioni contestuali il giudice monocratico Flavio Conciatori ha scritto che non è stata dimostrata «la reiterazione delle condotte di maltrattamento richiesta dalla fattispecie astratta». Così come stabilito dalla Cassazione.
Specificando: «In verità le lesioni subite dalla persona offesa, sulle quali la descrizione della stessa è stata tutt’altro che dettagliata, inducono a ritenere che si sia trattato di discussioni di coppia, nel corso delle quali la stessa persona offesa non sia peraltro rimasta passiva».
Nel corso della sua audizione in aula la donna ha raccontato di convivere con l’uomo dal 2004 riferendo, così è scritto nelle motivazioni «che vi erano stati episodi di aggressività sia fisica sia verbale da parte del suo compagno senza però connotarli di una anche minima abitualità. Precisava che le discussioni conseguivano a precise motivazioni assumendo quindi carattere episodico, non negando di aver colpito anche lei l’imputato. Aggiungeva poi che dopo la sua denuncia la convivenza con l’imputato è tornata tranquilla e non si sono più verificati episodi aggressivi».
Secondo l’accusa della Procura l’uomo (difeso dall’avvocato Daniele Di Furia) in due occasioni avrebbe inveito contro la donna insultandola e minacciando di ucciderla. Nelle stesse occasioni l’avrebbe colpita con schiaffi e pugni procurandole in un caso lesioni guaribili in sette giorni e nell’altro in otto giorni. Per questo l’uomo era accusato anche di lesioni. In questo caso, visti i giorni di prognosi, si procede a querela di parte che non è stata presentata dalla donna.(d.p.)
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