Insulto su Facebook a Teresa Ginoble

12 Agosto 2017

ROSETO. Dopo il famoso “vai a lavare i piatti” nel consiglio comunale dell’aprile del 2016 di Antonio Norante nei confronti di Teresa Ginoble, arriva per l’attuale presidente del consiglio comunale...

ROSETO. Dopo il famoso “vai a lavare i piatti” nel consiglio comunale dell’aprile del 2016 di Antonio Norante nei confronti di Teresa Ginoble, arriva per l’attuale presidente del consiglio comunale di Roseto un altro insulto, questa volta su Facebook. Franco Di Clemente, alias “Francuccio Rombo di Tuono”, sotto un post di Casa Civica in merito all'ultimo consiglio comunale, ha lasciato un commento riferito a Teresa Ginoble che recita così: “una somiglianza incredibile a uno scorfano di scoglio”. Il Pd rosetano è subito intervenuto prendendo le difese di Teresa Ginoble. «Ecco come qualcuno definisce il presidente del consiglio comunale del comune di Roseto», dice la dirigenza del Pd rosetano, a cui si unisce il sindaco Sabatino Di Girolamo, «da parte nostra massimo sdegno. Chiediamo noi scusa al presidente per tale affermazione visto che nessuno ha avuto il coraggio di fare ciò».
Il sindaco annuncia che da oggi in poi prenderà seri provvedimenti per gli insulti sulla rete. «Ho detto al mio addetto stampa di segnalarmi quando si eccede», dice Di Girolamo, «perché da oggi in poi denuncerò tutti, non è più il caso. La critica politica è sacrosanta ma le ingiurie no. Io e la presidente del consiglio siamo sottoposti spesso a insulti e non va bene».
E dopo l’accusa delle opposizioni sul rinvio del consiglio, arriva la risposta del partito democratico. «Il consiglio è stato rinviato alle 2 di notte, dopo otto ore di lavori consiliari», dice il Pd, «quando tutti i presenti, maggioranza e opposizione, manifestavano segni di stanchezza. Ci sarà tempo e modo di discutere di tutto quello che l'opposizione ritiene necessario, nella prossima seduta del consiglio, quando tutti noi saremo più riposati. E’ stato il capogruppo del Pd, Salvatore Celestino, a chiedere il rinvio che il presidente ha messo ai voti, e correttamente si è astenuta nel voto e la maggioranza ha approvato il rinvio».( l.v.)
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