Interamnia, funziona la sfilata blindata

Qualche mugugno ma zero incidenti, in piazza c’erano oltre 3mila persone La questura: «Misure necessarie anche perché siamo in zona sismica»
TERAMO. Le difficoltà organizzative non sono mai state così tante, le misure di sicurezza mai così rigide. Eppure l’Interamnia World Cup di pallamano giovanile, “la Coppa”, come la chiamano ormai familiarmente i teramani, è ripartita ancora una volta. E, ancora una volta (la 45esima), a salutarne l’inizio è stata tanta gente. Certo, non era la folla oceanica degli anni belli, ma sicuramente tanta gente. Che per entrare in piazza, nell’area “blindata” dalle forze dell’ordine e riservata a massimo 3mila persone dotate di braccialetto (ma dentro ne sono entrate un po’ di più), si è messa per tempo in attesa ai varchi ed ha abbastanza disciplinatamente seguito le indicazioni. Certo, magari i disciplinati della sera erano gli stessi che, nelle ore precedenti la sfilata, hanno subissato di telefonate sindaco e assessori, ai quali si raccomandavano per ottenere i braccialetti necessari per accedere in piazza. Inutilmente, visto che i braccialetti venivano distribuiti solo ai varchi di accesso.
Zero incidenti, dunque, almeno fino all’ora in cui siamo andati in stampa, e stati di alterazione ridotti al minimo. Certo, che non ci siano stati mugugni per le misure di sicurezza non si può dire (in particolare ha fatto discutere la decisione di non montare la tribunetta all’imbocco di corso San Giorgio, il che ha costretto centinaia di persone ad accalcarsi in piedi dietro le transenne); e non si può neppure negare che qualcuno abbia interpretato le regole un po’ a modo suo a cominciare dagli esponenti delle forze dell’ordine (lungo il percorso della sfilata, che era nuovo rispetto al solito, i vigili urbani sono andati casa per casa a chiedere di spostare le auto lasciate in sosta invece di procedere subito con multe e rimozioni: l’ordine di evitare la repressione è venuto dal sindaco in persona...). Ma, trovato il giusto compromesso tra la classica flessibilità all’italiana e le draconiane misure dell’ordinanza Gabrielli, tutto è filato. A dirigere il servizio d’ordine c’era il capo di gabinetto della questura Mimmo De Carolis, che ha fatto giustamente notare: «A parte le disposizioni nazionali scaturite dai fatti di Torino, non dimentichiamoci che qui siamo in zona sismica. Avere più spazi liberi come vie di fuga diventa ancora più necessario». Insomma, i teramani dovranno abituarsi: d’ora in poi, in piazza Martiri, niente più eventi “selvaggi” quando è previsto l’afflusso di migliaia di persone.
A proposito di terremoto. Il sindaco Maurizio Brucchi, che ha preso qualche fischio (e viste le recenti vicissitudini della sua amministrazione era fisiologico), nel suo saluto non ha potuto non ricordare le calamità che hanno colpito Teramo nei mesi scorsi: «La vostra presenza ci conforta in un momento per noi particolarmente difficile», ha detto rivolto al mare di atleti di tutto il mondo che avevano riempito il campo centrale. Brucchi ha anche dichiarato che punta forte sulla Coppa Interamnia per portare avanti la candidatura di Teramo a Capitale italiana della cultura 2020.
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