Interventi su emergenza casa e caro bollette

Così il Comune sostiene i bisognosi: nel 2022 erogati 91mila euro per gli affitti e 20mila per le utenze
TERAMO. Giovani coppie con lavori precari e figli piccoli; persone sole senza reddito; ex detenuti ed ex tossicodipendenti che non trovano lavoro perché certe "etichette" restano addosso anche se il conto è stato pagato e la vita ha ripreso a scorrere nel verso giusto. La povertà, a Teramo, ha tanti volti. Molti non visibili, ma reali e in lotta quotidiana per avere un tetto e pagare le utenze. Sono proprio la casa e il caro bollette le emergenze principali sulle quali il Comune prova a intervenire coi fondi a disposizione. Nel 2022 sono stati erogati 91mila euro in favore di 55 famiglie teramane per sostenere le spese dell'affitto: fondi in parte ministeriali (71mila) e in parte comunali (20mila) che «sono stati destinati soprattutto a quei nuclei che stavano per perdere la casa per morosità o per aiutare persone che una casa non ce l'hanno e vivono in albergo», spiega l'assessore Ilaria De Sanctis.
A Teramo quella abitativa è un'emergenza che si trascina da tempo, con un patrimonio di edilizia popolare insufficiente e in parte ferito dal sisma. Le richieste di alloggi popolari giunte al Comune dal 2021 a oggi sono state 29, le ultime quattro depositate negli uffici dei servizi sociali nella prima settimana di febbraio. La stragrande maggioranza sono richieste di famiglie italiane con figli piccoli a carico. L'amministrazione comunale, in attesa del maxi progetto di riqualificazione di via Longo, sta cercando di intervenire proprio sul recupero temporaneo di alcuni alloggi del complesso popolare per farne un condominio solidale da destinare a soggetti soli; si stanno inoltre portando avanti i progetti di housing first a Colleatterrato e della stazione di posta a Villa Pavone. All'emergenza casa si unisce il caro bollette: su questo fronte il Comune nel 2022 ha destinato 20mila euro a tre associazioni del territorio che si occupano di assistere famiglie in difficoltà pagando loro le utenze. Circa 100mila euro di fondi ministeriali sono stati inoltre stanziati per tirocini formativi per favorire l'inserimento nel mondo del lavoro dei percettori di reddito di cittadinanza e sostenere persone in difficoltà economica che intendono seguire corsi di formazione professionale. (v.m.)

